I “voli tentennanti” e i “soffici soffi” dei PLOT

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E’ stato l’ottavo appuntamento della rassegna “Espace Jazz”, ma, al concerto che il duo Plot ha tenuto il 20 aprile all’Espace Populaire di Aosta, l’etichetta “jazz” sta stretta.

Lo stesso chitarrista torinese Claudio Lodati, che con la cantante Rossella Cangini lo forma, non ama definirsi un jazzista, anche se ne avrebbe tutti i titoli vista la quarantennale carriera che ha alle spalle. Negli anni Settanta è stato, per esempio, uno dei fondatori dello storico quartetto Art Studio, che il jazz canonico intendeva interpretare in modo molto eterodosso (dopo una reunion nel 2007 per festeggiare i trent’anni con un cd registrato all’Hiroshima di Torino, è in uscita un loro nuovo cd).

«Nei pezzi di Plot– ha spiegato- abbiamo cercato di racchiudere in uno stile omogeneo il bagaglio delle nostre esperienze, che, oltre al jazz, spaziano dal rock all’elettronica. Alcuni brani sono miei, ma la maggior parte è frutto di un lavoro collettivo con Rossella che ha scritto anche testi ironici in cui il suono delle parole si sposa bene con la musica

L’esigenza di “sentirsi ancora veri”, come canta la Cangini in “Desideri”, si esprime con una estrema libertà creativa ed esecutiva, che, come tutte le cose nuove, può, a tratti, sconcertare l’ascoltatore, salvo, poi, rimanerne conquistato. Anche perché, anche nei momenti di più ostico ascolto, sanno inserire “plot point”, che, come nelle sceneggiature cinematografiche, si trasformano in snodi importanti per l’avanzamento del racconto. Lo sono stati, per esempio, la caraibica “Fidel” o “Pelinkovac” (struggente “soffice soffio”, nonostante sia dedicata ad un amaro yugoslavo). Lo è, soprattuto, la vena di leggera follia, in cui, come canta la Cangini in “Voli tentennanti”, chiedono al pubblico di “trasformarsi per giocare con me in libertà”. E’, per esempio, il caso delle interpretazione di cover surreali come quella della vecchia canzone piemontese “Maria Giuana” o della russa “Katjuša” (che altri non è che il famigerato “Casatschok”). O quando, nel blues “Ti voglio fare (le tagliatelle al ragù)”, la Cangini, indossato un grembiule da cucina, ne snocciola, con voce sensualissima, la ricetta. Plot, tra l’altro, è l’ennesimo sodalizio tra il chitarrista torinese ed una cantante. «Ho lavorato– conclude- con musiciste come Tiziana Ghiglioni, Maria Pia De Vito, Ellen Christi e Pascale Charreton ed una, Irene Robbins, l’ho pure sposata. Mi è sempre piaciuto la voce femminile abbinata al suono della chitarra, sottolinea una sorta di lirismo che credo sia un pò la firma di molte mie composizioni e del mio modo di improvvisare