L’Utopia dei KYMERA si realizza al Palais Saint-Vincent

In una vecchio cartone animato di Walt Disney, Cenerentola cantava: i sogni son desideri chiusi in fondo al cuor. C’è, poi, gente, come i Kymera, che i sogni riesce a concretizzarli. Ne è un esempio l’opera pop “Utopia” che hanno proposto il 28 gennaio, al Palais Saint-Vincent, per la Saison Culturelle. La vocalità immaginifica di Davide Dugros e Simone Giglio ha, infatti, trovato in questo spettacolo multimediale lo sbocco naturale per visualizzare il proprio mondo interiore intriso di sogno e fantasia.

Un primo tentativo, non completamente riuscito per problemi tecnici, i due lo avevano fatto il 28 maggio dello scorso anno, quando avevano messo in scena “Utopia”, in prima nazionale, all’auditorium di Pont-Saint-Martin.

Meglio è andata a Saint-Vincent nella nuova veste perfezionata grazie alle collaborazioni con il direttore di scena Livio Girivetto, con Valentina Nota e le sue rinnovate proiezioni multimediali e grafiche e con la stilista Claudia Tacchella, che ha cambiato il look del duo («non più costumi- hanno spiegato- ma abiti con linee personalizzate ideati per ogni scenario»). «In un periodo di crisi- ha osservato Davide Dugros- una nota di speranza può venire dalla forza creativa che si è sviluppata unendo queste figure artistiche giovani

Ma la svolta è stata soprattutto musicale grazie al coinvolgimento sul palco del Palais di un folto gruppo di musicisti che hanno vivificato le loro caratteristiche sonorità elettroniche. Ne facevano parte alcuni componenti del Coro Polifonico di Aosta e il gruppo da camera valdostano Synfonica in cui spiccava la presenza di Stefano Blanc, primo violoncello dell’Orchestra Sinfonica della Rai, e la mano, negli arrangiamenti, del compositore Davide Sanson.

Anche questa volta, poi, è stata la voce narrante registrata di Enrico Ruggeri, loro padrino a X Factor, a fare da filo conduttore e a scandire i quattro quadri in cui Davide e Simone hanno diviso lo spettacolo. Più precisamente: la partenza per il viaggio dentro sé stessi; l’arrivo nell’inconscio dove si ritrovano aspetti dimenticati della propria personalità e la voglia di inseguire i sogni; il ritorno alla realtà forti dell’esperienza vissuta e della voglia di realizzarli e, infine, il coraggio di portare nella propria vita i cambiamenti avvenuti. “Avvolte dalle tenebre dell’ignoto ogni cosa assume forme ostili- ha concluso la voce di Ruggeri- Poi una voce accarezza i ricordi e dice: credo. E’ la voce della speranza, il motore che sprigiona il coraggio di ricominciare. Quello che in molti chiamano: AMORE”.

Musicalmente il tema è stato sviluppato in quattro blocchi di canzoni che comprendevano alcune cover (come “Your love” tratta da “C’era una volta il West” di Morricone e “It’s beautiful day”, inframezzata da “Stranger in Paradise”), l’hit “Atlantide” e brani di loro composizione, tratti dal cd “Argento e nuvole” o inediti su disco. Tra questi “Planetarium”. «Vi sottolineamo l’importanza dei sogni e della capacità di lottare per realizzarli.- ha concluso Dugros- Non c’è nulla di utopico se ci si crede e si lotta per ottenerlo, forti della speranza che l’utopia diventi realtà.» 

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