CLORURO DI ODIO: quando, ad Aigues-Mortes, erano italiani gli immigrati da linciare

Ci sono titoli fulminanti che in poche parole catturano lo spirito di un’opera, dettandone anche lo sviluppo. E’ il caso di “Cloruro di odio”, il lavoro teatrale che è stato presentato il 29 dicembre 2011 nel salone polivalente del comune di Donnas. Protagonista è stato l’attore aostano Pierre Lucat, che lo ha ideato basandosi sull’episodio di follia razzista che, il 17 agosto 1893, ad Aigues-Mortes, in Provenza, spinse una folla di francesi a scatenare un’autentica caccia all’uomo contro gli stagionali italiani, in gran parte piemontesi, che lavoravano, a cottimo, nelle vicine saline. Il bilancio fu di 9 morti, 15 dispersi e oltre cinquanta feriti.

«Il titolo è mio.- ha spiegato il trentatreenne Lucat- Parte da cloruro si sodio, che è la formula chimica del sale che veniva estratto ad Aigues-Mortes, per diventare cloruro d’odio in quanto il massacro fu il frutto della concentrazione e cristallizzazione dell’odio nato dalla povertà materiale, dovuta ad una congiuntura economica, e da quella intellettuale, manipolata da campagne di stampa e da una politica nazionalista. Proprio come, purtroppo, si sta ripetendo ai giorni nostri

Partito dalla scoperta del libro “Le massacre des Italiens”, in cui Gerard Noiriel parla del “più grande pogrom della storia francese contemporanea”, il lavoro si basa sul libro di Enzo Barnabà, “Morte agli italiani-Il massacro di Aigues-Mortes”, che è stato messo in scena da Jean-Pierre Jouglet che, con il suo Groupe Approches Théatre, ha prodotto lo spettacolo. «Il punto di vista che seguiamo– ha continuato Lucat- è quello di un operaio francese che durante il massacro cambia gradualmente il suo punto di vista sugli italiani. Questo mi permette di esplorare il percorso interiore del “carnefice” che si ravvede. Perché il razzismo e l’odio sono frutto di alibi, a partire dal classico: ma sono stati loro che hanno cominciato. Alla base ci fu, infatti, una rissa scatenatasi tra operai stagionali italiani e francesi, dopo la quale si sparse la voce, falsa, che erano stati uccisi dei francesi.»

Per non destabilizzare i già precari equilibri politici tra Francia ed Italia, il processo istruito sui fatti dell’agosto 1893, si rivelò una farsa portando all’assoluzione di tutti i carnefici e ad una quasi totale rimozione dell’episodio dalla memoria collettiva. «Penso, invece, che sia una storia che vada raccontata– ha osservato l’attore- perché è, purtroppo, estremamente attuale, visto che c’è ancora chi continua a seminare odio e violenza. Soprattutto ai giovani, ed è per “rapire” la loro attenzione che abbiamo usato una forma molto musicale, che parla il loro linguaggio.» Il sottotitolo “Requiem per Aigues-Mortes” sottolinea, infatti, l’importanza che nel lavoro rivestono le musiche originali dei Supershock, gruppo torinese specializzato in “cineconcerti” e formato da Paolo Cipriano (chitarra, flauto e voce) e Valentina Mitola (basso e voce). «Nel lavoro la musica ha la stessa dignità del testo– ha concluso Lucat- e, dal vivo, dialogherà con la mia voce creando un vero e proprio requiem rock.» Quella di Donnas è stata una lettura in anteprima dello spettacolo, il cui debutto, completo di messa in scena, è previsto per il mese di aprile 2012.