Bass8apois: la strana coppia che fa musica senza barriere

bass

La rassegna “FolkStudio’12“, organizzata all’Espace Populaire di Aosta dai Iubal Kollettivo Musicale, è partita alla grande con il concerto dei Bass8apois. Un duo non convenzionale, basso acustico e voce, che incarna al meglio lo spirito di una rassegna senza steccati, che nei tre appuntamenti in cartellone cercherà di dimostrare come la musica popolare sia, forse, l’unica che “se c’è qualcosa da dire ancora, ce lo dirà”.

«La musica popolare è un ingrediente che impreziosisce tutta la musica.– ha confermato, infatti, il bassista Marco “Mammo” Inaudi- Anche perché favorisce un ritorno alle cose più autentiche, legate alla quotidianità e alla terra che viviamo.» Autenticità che fa rima con essenzialità, che è quella che il trentacinquenne musicista cuneese, dal 2010, persegue in compagnia della cantante torinese Sabrina Pallini coi Bass8apois

«Il nome– ha spiegato- definisce la fusione delle nostre due entità. Lei si chiama Pallini, da cui “a pois”, mentre io suono il basso e abito in Via delle Basse numero 8.» Fusione artistica, ma, anche, di amorosi sensi, che si riflette in un progetto che non conosce barriere di genere o vincoli stilistici, guidato solo dall’istinto e dalla curiosità musicale che porta i due a rivisitare canzoni più o meno note, rendendole proprie grazie all’originalità dell’impasto sonoro. Passando con leggerezza e ironia da Michael Jackson (“Billie Jean”) a Lucilla Galeazzi, da David Bowie (“Rebel rebel”) ai 99 Posse, dai Culture Club a Marvin Gaye.

Il tutto reso consequenziale grazie ad un talento da vendere e un cospicuo bagaglio di esperienze umane ed artistiche. La “stratosferica voce” (come la definisce Inaudi) della Pallini fa, per esempio, gipsy jazz coi ManoManouche ed è di casa in Giamaica, dove ha soggiornato a lungo, collaborando con la star del reggae Earl Chinna Smith (influssi che sono venuti fuori alla grande nella loro versione di “I shot the sheriff”).

Inaudi, invece, ha suonato di tutto e con tutti. Ha, tra l’altro, stretti rapporti con la Val d’Aosta e, in particolare, con la famiglia Boniface. Con Vincent fa parte degli Abnoba, gruppo leader del nuovo folk italiano, e ha, inoltre, suonato nei L’Orage e negli spettacoli musicali che i Boniface da vent’anni organizzano in occasione della Foire de Saint Ours che si tiene il 30 e 31 gennaio. «La Foire è magica e mi ha cambiato la vita.- ha concluso- Ho intenzione di esserci anche quest’anno