Con “rabbia e stile” gli STATUTO (e i FRONTIERA) all’Espace Populaire di Aosta

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“Evento” è parola inflazionata. Soprattutto in Valle d’Aosta dove è, ormai, sinonimo di ”quantità” (grossi finanziamenti regionali e, conseguenti, grandi vetrine per maggiorenti locali) più che di “qualità” (le critiche piovute sulla trasmissione Rai dell’ultimo Capodanno da Courmayeur ne sono un esempio). Di evento musicale vero e proprio si può, invece, parlare per il concerto che il sei gennaio ha visto esibirsi all’Espace Populaire i torinesi Statuto e i valdostani Frontiera, due dei massimi esponenti di quelle controculture che, in genere, non arrivano agli onori della ribalta ma che, con rabbia e impegno, tengono viva la fiaccola della creatività e della coerenza.

«E’ un evento– ha spiegato Sergio Milani, batterista dei Frontiera e organizzatore della rassegna “Maximum Punk & Beat” in cui è inserito- nato grazie all’amicizia che ci lega dagli anni Ottanta, quando noi come Kina e loro, agli esordi delle rispettive avventure musicali, condividevamo quella rabbia genuina che ci ha permesso di resistere/esistere per tutti questi anni.» E se i Kina/Frontiera sono stati i massimi esempi del punk, gli Statuto dichiarano di essere l’unica vera espressione musicale a livello europeo (esclusa l’Inghilterra) della filosofia “mod” (non a caso prendono il nome dalla piazza dove si ritrovano i Mods di Torino).

«Per noi essere Mod è volersi differenziare, avendo un’identità svincolata dai media e dal consumismo.- ha spiegato, prima del concerto, il batterista Giovanni “Naska” DeiddaQuello che ci caratterizza è l’attitudine a farlo con eleganza e gusto estetico. Nella canzone “Rabbia e Stile”, che è il nostro manifesto, cantiamo, infatti, “la mia immagine è elegante che io sia vestito oppure no” e “l’età non mi cambierà, corre forte il tempo ma io son più veloce”. E’ il nostro essere Mod che ci ha permesso di passare nelle situazioni più svariate: dal concerto al centro sociale al palco di Sanremo.» Tra il 1991 e il 93, infatti, scritturati dalla EMI, gli Statuto conobbero il successo popolare partecipando a manifestazioni come Festivalbar, Cantagiro e Festival di Sanremo con brani comeQui non c’è il mare”, “Piera” e “Abbiamo vinto il Festival di Sanremo”.

Pezzi che hanno fatto parte del set acustico “elegantemente rude” che hanno proposto all’Espace con una formazione che, oltre a Naska, comprendeva Ennio “TeenMod” Piovesani (basso), Valerio “MisterNo” Giambelli e Alex Loggia (chitarra) e Oskar Giammarinaro (voce). Ma c’è stato spazio anche per “In fabbrica” (scritto per loro dai Gang), “E’ tornato Garibaldi”, “I campioni siamo noi”, “Ragazzo ultrà” ed “E’ già domenica” (dedicata all’uccisione di Gabriele Sandri). Queste ultime due dedicate alla grande passione per il calcio che ne fa il complesso ufficiale del Torino, a cui hanno dedicato diverse canzoni, a cominciare da “Grande”, dedicata al cinquantenario della scomparsa a Superga del grande Torino.

Nella serata è stato anche presentato il loro nuovo videoclip “Troppo lontana”, inedito tratto dal cd “Undici”, registrato live l’11 febbraio 2011, nel corso del concerto all”Hiroshima mon amour che ha sancito la riappacificazione con Torino dalla quale si erano autoesiliati per sette anni per contrasti col «cartello che gestiva la musica nella nostra città».

Nell’occasione è stato presentato anche il video “Milo” dei Frontiera che si sono esibiti nella classica formazione con Sergio Milani (batteria/voce), Alberto Ventrella (chitarra/voce) e Roberto Dini (basso). Le due formazioni si sono, poi, unite, per interpretare due cover italiane di “The kids are alright” e “Substitute”, cavalli di battaglia degli Who, portabandiera del movimento Mod inglese, ma anche, per certi aspetti, precursori del punk.