QUESTA CITTA’ : il nuovo cd degli ELETTROCIRCO

C’è circo e circo. Da quello tradizionale basato sul protagonismo di acrobati, giocolieri e clown, si è, infatti, passati al “nouveau cirque”, alla Cirque du Soleil, in cui tutto ciò, unificato dalla musica, si è trasformato in un racconto teatrale corale.

Un’evoluzione simile hanno avuto gli Elettrocirco, gruppo formato nel 2009 da alcuni dei migliori musicisti pop rock valdostani, che hanno appena pubblicato il nuovo cd “Questa città”.

Oltre che per alcuni aggiustamenti di formazione, gli Elettrocirco sono “nuovi” per una concezione più corale della musica. «Siamo stati più attenti a scrivere canzoni degne di tale nome, senza protagonismi.- spiega il bassista e chitarrista Daniele IacominiProtagonista è, piuttosto, il messaggio dei testi, ma, anche, musicale e sonoro. Grazie al lavoro del tecnico del suono Paolo Barbero e del mastering di Raffaele “Neda” D’Anello il cd “spacca” anche sull’autoradio più schifosa. L’abbiamo fatto per avere una fotografia di cosa siamo. E, di tutte le fotografie musicali che ho fatto, è quella venuta meglio.» Il che, detto da un ex LosBastardos e confermato dal suo antico sodale Gianluca Chamonal (batteria) e da Diego Tuscano (cantante ex SanniDei) la dice lunga sulla bontà del cd.

Sono loro i nuovi Elettrocirco, che per le registrazioni si sono avvalsi degli assolo del chitarrista Alessandro Picciuolo e delle tastiere psichedeliche di Barbero. Il risultato è, per molti versi, sorprendente, per maturità compositiva ed esecutiva («ogni dettaglio è il riassunto dei due anni precedenti») e varietà di climi musicali. Si va dall’incedere paludoso di “La dama” al funky di “Le onde del mare”, dalla bossa nova di “Questa città” alla ballad acustica “Come non detto”. Il tutto reso consequenziale da un progetto che fonde la musica d’autore italiana con una matrice rock. Il labirinto alienante raffigurato in copertina si riflette, poi, intesti (cui hanno collaborato Michele Murino e Giancarlo Ventrice) che rispecchiano l’attuale mal di vivere (“mi sento come il grigio di questa città”, cantano). Anche le canzoni sentimentali, poi, a parte la sensuale “La voglia”, hanno un retrogusto morboso che si rifà a poesie di Dylan Thomas (“La Dama”) o a una graphic novel di John Wagner (“Al posto del vino”).