Il “prete da marciapiede” DON GALLO presenta ad Aosta il libro “Se non ora, adesso”

L’ottantatreenne Don Andrea Gallo non è certo tipo da mezze misure. Lo dimostra una vita religiosa spericolata, come canterebbe il suo amico Vasco Rossi, portata avanti, sul filo della scomunica, per cercare di recuperare quegli emarginati e diversi che tanto piacevano all’altro suo amico Fabrizio De Andrè. Dal 1970 questo prete “angelicamente anarchico” opera, a Genova, nella parrocchia di San Benedetto al Porto, dove ha fondato una comunità che si occupa, tra gli altri, di “drogati di merda”, come affettuosamente li apostrofa. Per loro conduce una campagna di legalizzazione delle droghe leggere che nel 2006 lo ha portato, per disobbedienza civile, a fumare uno spinello nel palazzo comunale di Genova. Un prete da marciapiede che, al grido delle donne “Se non ora, quando?”, risponde con un perentorio: “Se non ora, adesso”.

Che, poi, è il titolo del suo ultimo libro presentato l’8 novembre, ad Aosta, in collaborazione con l’associazione L’Agrou. La folla che gremiva l’Hostellerie du Cheval Blanc è stata, così, investita da una foga oratoria che, come aveva annunciato il moderatore Roberto Mancini, non ha avuto niente da invidiare alla devastante “potenza del pacchetto di mischia degli All Blacks”.

«Osate la speranza in un mondo nuovo», ha detto Don Gallo, echeggiando il motto della brigata partigiana con cui ha combattuto. Per farlo occorre, innanzitutto, ricostruire il tessuto sociale, restando umani, difendendo, cioè  le istanze collettive e la coscienza critica. La sua ricetta è la stessa di quella di Antonio Gramsci :”agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.“ Un appello che, più che che di “credenti”, ha bisogno di “credibili”, che sappiano pensare e combattere i poteri forti, che, come diceva Mario Capanna, “diventano fortissimi se la gente striscia per terra”. Recuperando la nobiltà della politica secondo Don Milani, che è “uscire, tutti insieme, dai problemi”. «La mia vita è come un film.- ha concluso Don Gallo- E, come i film che si rispettano, ha anch’essa una colonna sonora che è quella di De Andrè, che un giorno mi disse: lo sai perché ti sono amico? Perché sei un prete che non mi vuole mandare per forza in Paradiso.»