CHAMOISic: la musica in un ambiente familiare e incontaminato che ha incantato BALANESCU

«E’ un posto splendido. Voglio tornarci, perché un ambiente così incontaminato e a contatto con la natura mi può ispirare.» Per Chamois non poteva esserci migliore spot pubblicitario, visto che a dichiararlo è stato il violinista e compositore rumeno Alexander Bălănescu in occasione del concerto che il 30 luglio vi ha tenuto col suo celebre quartetto per la seconda edizione della rassegna “CHAMOISic(è un gioco di parole che sta per Chamois Music).

Grande viaggiatore, musicale e non, il cinquantasettenne musicista si è talmente innamorato del paese che vi è rimasto anche il 31, salendo fino al soprastante Lago Lod ad ascoltare il quartetto di voci femminili bulgaro “Abagar”. «La musica che faccio parla di montagne, ambiente e solitudine e, quindi, rispecchia molto quest’ambiente. -ha aggiunto, guardando estasiato il paesaggio- Suonare in questi posti, a stretto contatto con un pubblico caloroso che ti fa sentire in famiglia, ricollega alle radici della musica, quando non era separata, come adesso, dalla vita di tutti i giorni.»

Il collegamento con la realtà quotidiana è stato reso ancora più tangibile dalla polenta e spezzatino servito a un centinaio di spettatori, subito dopo il suo concerto, dai volontari dell’associazione Insieme a Chamois (che, con l’aiuto dell’amministrazione comunale e regionale, hanno reso possibile la rassegna).

Ingrediente indispensabile per la formula vincente di “CHAMOISic” è, naturalmente, il trombettista torinese Giorgio Li Calzi, un direttore artistico tuttofare che organizza i programmi della rassegna con gli stessi perfetti equilibri che mette nella sua musica (che ha conosciuto grandi successi nel campo dei jingles pubblicitari).Il 29 e 30 luglio nella piazza di Chamois si è, infatti, passati dalla performance elettroacustica basata sugli strumenti di legno degli Eniac di Fabio Battistetti alla musica trasversale dei Guano Padano, dall’ambient music del progetto “Sweet Limbo” di Fabio Barovero al Balanescu Quartet.

Il tutto in un gioco di rimandi emozionali tra Chamois e i musicisti che ha fatto sì che, oltre a Balanescu, anche Battistetti e Barovero si siano ritrovati la domenica pomeriggio sulle rive del lago Lod ad ascoltare le polifonie balcaniche dell’Abagar Quartet dichiarate dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Canti che narravano anche della bellezza di altre montagne, i Monti Rodopi, dove sarebbe nato il mitico cantante e suonatore di lira Orfeo, ed in cui si è inserita “naturalmente” (e come sennò, visto il posto) anche la tromba di Li Calzi.