CESARE CREMONINI: da quest’estate ho cominciato a pensare che si possa amare una donna per tutta la vita

Si è conclusa la sera del 24 luglio, nella Piazza d’Armi del Forte di Bard, la tournèe estiva del cantautore Cesare Cremonini. E’ stato un ritorno in Valle dopo il concerto del 17 settembre 2010 all’Hotel Billia di Saint-Vincent. «Quello è stato solo un assaggio– ha precisato, prima dell’esibizione, il trentunenne musicista bolognese- questo, invece, è lo spettacolo completo.» In comune i due concerti hanno avuto l’ouverture strumentale sulle note della quale si è disposta sul palco la band composta da Nicola “Ballo” Balestri (basso), Andrea Morelli e Alessandro De Crescenzo (chitarre), Michele Mecco Guidi (Hammond), Nicola Peruch (tastiere), Elio Rivagli (batteria), Vanessa Vaccari e Roberta Montanari (cori). “Cercando Camilla”, questo il titolo del brano, è il seme di un’inclinazione strumentale che sta dando frutti copiosi, visto che Cremonini sta componendo le colonne sonore di un film di Edoardo Gabriellini e di una commedia di Alessandro D’Alatri.

Non credi sia un’evoluzione inevitabile per uno con il tuo dono melodico? «Anche Jovanotti mi dice che ho il pregio di comporre melodie tutte diverse e tutte riconoscibilissime.- ha ammesso Cesare- Credo che derivi dal fatto che per anni ho studiato il pianoforte romantico in cui la sinistra lavora sulle frequenze basse e le emozioni della pancia mentre la destra canta. Nello stesso tempo ho ascoltato moltissimo Freddy Mercury che era un re della melodia perché era in grado di cantarne di straordinarie.»  

Tra le influenze di Cremonini ci sono anche i Beatles e Bob Dylan («è fondamentale per me»), di cui a Bard ha cantato “She belongs to me”, (introducendola con l’outing «da quest’estate ho cominciato a pensare che si possa amare una donna per tutta la vita» che ha provocato uncoro di gridolini tra le fans).

Modelli rielaborati con personalità grazie ad un talento superiore ed una curiosità onnivora che si riflette nel continuo bisogno di rinnovarsi che spesso si è scontrato con la cecità dei discografici. «Tutte le volte che negli ultimi 10 anni è uscito un singolo mi hanno detto che non avrebbe avuto successo.- ha confessato- Invece gli ultimi 15 singoli usciti sono stati tutti teste di serie. Non posso venire incontro alle esigenze populiste dei discografici. Voglio arrivare al pubblico senza ripetermi, banalizzarmi e autocensurarmi. E per far questo penso sarò costretto ad alzare il tiro.»

Non è estraneo a questo discorso il passaggio, dopo 10 anni, dalla Warner Music all’Universal, e il suo crearsi vie di fuga in altri campi. A cominciare dal cinema: l’11 novembre uscirà, infatti, “Il cuore grande della ragazze” di Pupi Avati, di cui Cesare è protagonista con Micaela Ramazzotti.

La musica rimane, comunque, in cima ai suoi interessi, anche se più che mai croce e delizia. «Mi sento in crisi artistica dal primo disco solista.- ha confessato- Ma questo non sentirmi mai veramente sicuro mi ha portato a lavorare tantissimo coi risultati che tutti possono apprezzare. L’unico momento di grandi conferme è quando la canzone nasce.» Questa tua insicurezza si riflette nel rapporto problematico col cibo che anche a Bard hai cantato in “Marmellata#25” e “La ricetta”? «C‘è sicuramente qualcosa dietro, così come ci sono due o tre canzoni in cui parlo delle sigarette. Come tanti ragazzini che non hanno l’indipendenza economica, quando ero piccolino sognavo di fare il cantante anche per potermi permettere l’agognato piacere di mangiare al ristorante. Adesso che ho avuto la fortuna di potere assaggiare la cucina italiana in tutte le sue forme, il cibo è diventato importante per la mia felicità per cui è entrato nelle mie canzoni. Non è casuale che il tour si concluda in Valle d’Aosta perché penso ci sarà modo di festeggiare mangiando e bevendo molto bene.»