MAX GAZZE’: per me la musica è il libretto d’istruzioni della realtà

Anche se è stato inserito tra i candidati solo all’ultimo momento, il quarantaquattrenne Massimiliano “Max” Gazzè aveva tutte le carte in regola per aspirare alla vittoria nel quarto Premio Mogol che si è svolto ad Aosta il 14 giugno. A cominciare, naturalmente, dalla canzone in gara, “Mentre dormi”, una soffice ballata in cui melodia fa rima con poesia. «E’ una canzone che descrive la sublimazione dello stato primordiale, nascente, dell’amore per un soggetto che può, indifferentemente, essere una madre, un figlio o un compagno– ha spiegato Gazzè al termine della conferenza stampa-. E’ nata grazie all’alchimia con una persona speciale come il mio amico poeta Gimmi Santucci (presente anche lui ad Aosta:n.d.r.)

Sulle proprietà della musica hai scritto addirittura una canzone, “Una musica può fare”, in cui, tra le altre cose, canti: “una musica può fare amare soltanto parole, una musica può fare parlare soltanto d’amore”…« parlo dei massimi sistemi, della mistica della musica che per me è come il libretto d’istruzioni della realtà. Perché tutto è musica, la materia stessa è suono rallentato. E’ come il Big Bang senza il quale saremmo tutti polvere. Siamo tutti immersi nella musica

Battuta al Premio Mogol da “Le tasche piene di sassi” di Jovanotti, “Mentre dormi” ha, comunque, già vinto un David di Donatello 2011 come “miglior canzone originale” nel film “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo (autore anche del video ufficiale della canzone), film nel quale Gazzè ha interpretato un musicista muto. «Tutto nasce e finisce nel silenzio.– ha chiosato, a tal proposito, Max- Non ci potrebbe essere musica se non ci fosse il silenzio che la precede. Se, poi, la musica serve a veicolare significati emotivi, l’essere in arte può aversi anche senza produrre suono

Sei d’accordo con quanto è stato detto nella conferenza stampa di oggi che nella musica c’è già la parola? «Sì, ma sono convinto anche del contrario, che, come diceva Mallarmé, “la poesia è già musica”. L’insieme, poi, di parole e musica è un’altra forma di linguaggio, che, grazie all’alchimia che si stabilisce, riesce a veicolare significati che vanno oltre l’emotività della musica o della poesia, comunicando al di là delle capacità che il cervello ha di interpretare certe cose.»

Foto di Nadia CAMPOSARAGNA