JAM AOSTA ROCK: una marmellata di pietre miliari del rock anni Settanta

Willy Nigrisoli

Jam Aosta Rock” ha ricordato le marmellate di una volta, quelle fatte in casa con elementi genuini e tanto amore. Gli ingredienti del concerto, tenutosi la sera del 26 giugno allo stadio Puchoz di Aosta, erano, infatti, di primissima qualità: le covers di brani celeberrimi che hanno segnato la storia del rock degli anni Settanta. A servirle con gusto c’hanno pensato alcuni veterani del rock chez nous, tornati a ruggire gli antichi inni in compagnia di validissimi giovani seguaci dello stesso verbo. In alcuni casi si è, addirittura, trattato di padri e figli: come Fabio e Maurizio Baldassarri, chitarristi dei Fuszion Cream che hanno riproposto pezzi dei Cream di Eric Clapton. O Sergio (tastiere) e Simone Cremaschi (chitarra) che, coi Re-Visione, hanno interpretato “Proud Mary” e gli altri classici dei Creedence Clearwater Revival. Tutti giovanissimi, invece, i J.B. Experience cimentatisi col mitico Jimi Hendrix. Dove, però, l’atmosfera del Puchoz si è fatta incandescente è stata con le covers degli inventori dell’hard rock: i Led Zeppelin e i Deep Purple. I primi brillantemente riesumati dai Wild Company del bravissimo Raffaele Rossi, giovane clone di Plant, e del chitarrista Willy Nigrisoli, ideatore dell’iniziativa. «Per via di Jimmy Page sono il mio gruppo preferito- ha confessato Nigrisoli- Credo di essere uno dei pochi valdostani che li ha visti due volte dal vivo nel 1972. La prima a Montreux, e il biglietto costava 8.000 lire, e la seconda al Palais du Sport di Parigi. Era da poco uscito “Led Zeppelin IV” di cui al Puchoz abbiamo fatto “Black dog” e “Rock and roll”.» Gran finale coi Nuova Officina e le loro covers dei Deep Purple. Una dedizione, la loro, consacrata da due storici membri del gruppo nel corso di memorabili concerti al «Pigalle» di Aosta: l’8 dicembre 2007, col batterista Ian Paice e il 4 settembre 2009 col tastierista Don Airey.