JOVANOTTI e “Le tasche piene di sassi”: con questa canzone qua ho proprio fatto… Mo…Gol.

Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, doppia la vittoria conseguita nel 2008, vincendo, al Teatro Romano di Aosta, anche la quarta edizione del “Premio Mogol” con la canzone “Le tasche piene di sassi”. Il verdetto è stato annunciato dal presidente della giuria, Giulio Mogol Rapetti, intorno alla mezzanotte del 14 giugno. Era, però, già stato deciso qualche giorno prima. Lo ha confermato il bassista Saturnino Celati, il “sarto delle canzoni di Lorenzo”, rientrato appositamente lunedì sera dagli Stati Uniti (dove il cantautore romano si trova) per ritirare il prezioso tatà dorato del valore di 18.000 euro. «Lorenzo era entusiasta quando mi ha detto: abbiamo vinto un’altra volta il Premio Mogol.– ha raccontato Saturnino- E ha aggiunto: con questa canzone qua ho proprio fatto… Mo…Gol. Poi mi ha chiesto: io non ce la faccio ad arrivare in tempo, puoi andare tu? Adesso, però, questo tatà me lo tengo finché non mi darà il diplomino del Davide di Donatello che abbiamo vinto insieme lo scorso anno per “Baciami ancora”.» Oltre ad essere un virtuoso del basso elettrico, il quarantunenne ascolano è, infatti, un bravissimo compositore, coautore di alcuni celebri brani di Jovanotti, come, appunto, “Baciami ancora”, ma, anche, “Penso positivo”, “L’ombelico del mondo” e “Il mio nome è mai più”. «Vorrei in questo momento ricordare anche Franco Santarnecchi, il nostro pianista che ha composto la musica di “Le tasche piene di sassi” e, in precedenza, di “A te”. Con Lorenzo e gli altri musicisti si prova la sensazione bellissima di far parte di un progetto di eccellenza, che in questi vent’anni in cui ci suono con lui non ha avuto mai un calo d’energia e continua a regalarci emozioni intense. Lo dimostra il tour che non è ma stato bello come quest’anno. Quando a fine mese darò il tatà a Lorenzo, fomenterò una data aostana perché questo Teatro romano è un posto straordinario.» Jovanotti ha sbaragliato una concorrenza la cui consistenza ed identità è cambiata fino al momento della registrazione della serata del 14 giugno, condotta con disinvoltura da Fabrizio Frizzi (andrà in onda su Rai 1 alle 23 del 23 giugno). 

Spariti, infatti, cantautori importanti come Cesare Cremonini e Max Pezzali, che fino alla conferenza stampa delle 17.30 erano nella “lista definitiva dei finalisti”, sono, invece, comparsi Max Gazzè con “Mentre dormi” e Le Striscie con “Vieni a vivere a Napoli” dei quali fino a quel momento non si era avuta notizia. Come da copione, invece, le esibizioni degli altri candidati: Alessandro Mannarino, con “Statte zitta”, e Davide Van De Sfroos,con “Yanez”. Il protagonista della serata è diventato, quindi, il maxi-schermo di 8 metri per 4.50 del peso di 8 tonnellate che dominava il palco del Teatro Romano. E’ lì che è stato proiettato un video di Jovanotti, registrato prima della partenza per gli Stati Uniti, che profeticamente preannunciava: «se dovessi vincere fatemi una telefonata e stapperò una bottiglia di champagne in giro per il mondo

Al momento della premiazione, effettuata dal Presidente della Giunta Augusto Rollandin e dall’assessore Laurent Vierin, Saturnino ha letto una lettera di Jovanotti che ha commosso Mara Maionchi che faceva parte della giuria con Mario Luzzatto Fegiz, Paolo Giordano, Marinella Venegoni e Dario Salvatori. «Ricevere il premio Mogol per la seconda volta è come dare il primo bacio per la seconda volta.– c’era scritto- “Le tasche piene di sassi” è nata in cinque minuti, e in quei cinque minuti sono stato di nuovo bambino alle prese con la sensazione forte dell’abbandono di mia madre. Ricevendo questo premio si compie un piccolo prodigio, il dolore e il senso di abbandono si trasformano in me nel loro opposto: gioia e voglia di condividere con tutti la soddisfazione di fare un mestiere che mi permette di non sentirmi mai davvero solo e abbandonato. Grazie Mogol, grazie a tutti e godetevi la vita!»