La “blues gang” LOMBARDO-SCAGLIARINI all’Espace Populaire

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Il dobro è diventato celebre presso il grande pubblico quando Mark Knopfler, dopo averlo usato in brani come “Romeo and Juliet”, gli dedicò la copertina di “Brothers in Arms” dei “Dire Straits”. In realtà il suo vero nome è chitarra resofonica (Dobro è la ditta più famosa che lo produce) ed il suo momento di massima diffusione fu negli anni venti del secolo scorso, quando il francese Beaucham e gli slovacchi Dopyera (dobro viene da Dopyera Brothers), emigrati negli Stati Uniti, lo misero a punto, riuscendo, grazie al cono risuonatore interno, ad ottenere un suono più potente delle normali chitarre. 

«Quando, però, nel 1934 inventarono il pick-up e nacquero le chitarre elettriche finì per andare nel dimenticatoio.» A spiegarlo è il cinquantatreene Dario Lombardo, uno dei più valenti suonatori italiani di chitarra resofonica, che la sera del 20 maggio si è esibito all’Espace Populaire di Aosta con l’armonicista Andrea Scagliarini, con cui vanta una trentennale collaborazione, per un concerto inserito nella rassegna “Espace Blues”. «Nella musica pop– continua Lombardo- la chitarra resofonica viene usata come colore, ma dove viene sfruttata meglio è nel country, in certo rock moderno, vedi Ben Harper, e, soprattutto, nel blues.» All’Espace Lombardo l’ha alternata alla chitarra acustica e a quella elettrica in un repertorio che prevedeva classici del blues acustico di Missisipi John Hurt, Robert Johnson e Muddy Waters e brani di sua composizione tratti dai cd pubblicati con la sua storica “Blues Gang”: “I don’t want 2 lose”, del 1998, e “Searchin for Gold” del 2003. Al 1999 risale, invece, “Working Together”, registrato col compianto Phil Guy, fratello del celebre Buddy Guy (con la cui band, nel 1972, aveva partecipato al tour mondiale dei Rolling Stones). Con lui, depositario del suono tradizionale della South Side di Chicago, Lombardo si è esibito più volte nella Checkerboard Lounge, storico tempio del jazz e del blues.