Dopo 14 di “questi anni” i KINA si riuniscono per suonare ad Aosta

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E’ stata dedicata alla storia del punk la serata che si è tenuta il 21 maggio all’Espace Populaire di Via Mochet. Storia scritta, con la presentazione del libro “American Punk Hardcore- una storia tribale” di Steven Blush, e storia viva, con la reunion dei Kina che dopo 14 anni son tornati a suonare ad Aosta per l’appuntamento finale della rassegna “Assaggi di punk”. Il concerto del maggio 1997, al “Duit” , concludeva, dopo tre lustri di vita, la parabola dei “best italian Punk from Aosta” come ancora adesso vengono definiti in Germania, il paese dove hanno più suonato. Ma si sono esibiti in mezza Europa, arrivando a condividere il palco con gruppi come “Scream” e “Fugazi”. Tutto grazie alla volontà ed al talento di Gianpiero Capra (basso), Alberto Ventrella (chitarra) e Sergio Milani (batteria), che dei “Kina” sono stati il nucleo storico. «Abbiamo fatto più concerti a Berlino che ad Aosta.- osserva Milani- Siamo così conosciuti che quando, nel 2007, abbiamo suonato al “Move against G8 Festival” di Berlino le prime dieci file cantavano le canzoni con noi.» Sono i frutti di quindici anni di sacrifici, di faticosi tour a bordo di un Transit diesel, di dischi autoprodotti per un’etichetta, la “Blu Bus”, che da quel pulmino aveva preso il nome. «Evidentemente nelle nostre canzoni abbiamo toccato corde particolari– continua Milani- perché quello che abbiamo fatto continua ad arrivare. Durante le rare reunion di questi anni ho notato che nel pubblico, che va dal sedicenne al cinquantenne, c’è un coinvolgimento emozionale stupefacente.» Per la legge del “nemo propheta in Patria”, in Valle i “Kina” sono, invece, stati sempre relegati in una zona d’ombra dalla quale il 21 maggio sono usciti con la forza di un’emozione non nostalgica che ha fatto accorrere all’Espace vecchi e nuovi fans. Attirati dai loro antichi inni, ma, anche, dalle ospitate dei compagni di un tratto dell’esaltante viaggio. Sia locali (Marco Brunet e Robertino Dani) che i protagonisti del punk italiano degli anni Ottanta: Guido “Zazzo” Sassola, cantante dei Negazione e Mungo, chitarrista dei Declino. «C’era anche Ermanno ”Gomma” Guarneri, patron di Shake edizioni.- conclude Milani- E’ lui che ha chiesto a me e Gianpiero di scrivere una postfazione al libro di Blush in cui abbiamo ripercorso la storia dei Kina. C’era purezza, freschezza e originalità nella scena punk italiana degli anni Ottanta, perché l’essere fuori dal circuito commerciale faceva sì che suonassimo quello che eravamo

SCALETTA

Forza del sogno

Parole

Giganti

Rana

Susanna

Intro (rob al basso e, alla fine, arriva Gianpi)

Sfoglia (con Gianpi)

Questi anni (Gianpi e Zazzo)

Sheena is a punk rocker (di nuovo Rob al basso e zazzo)

Chi mi aiuterà? (Marco B.e Zazzo)

Tempo di cambiare (Marco)

La loro libertà(Marco)

Cosa farete

Mondo mai visto

Specchio

Non c’è scampo

Troppo lontano