Il “Work in progress Tour” dell’ossimoro DALLA-DE GREGORI tocca Saint-Vincent

La storia siamo noi. Lo dicono le parole di una celebre canzone di uno dei due e lo conferma la ultraquarantennale carriera di Lucio Dalla e Francesco De Gregori che li ha visti scrivere molte ed importanti pagine della storia della canzone italiana. “La storia siamo noi” è stato anche il tema dato quest’anno al concertone romano del 1° maggio che ha visto i due cantautori, nuovamente insieme, protagonisti di fronte ad un pubblico stimato in 800.000 spettatori. Una reunion, a 31 anni di distanza dalla tournèe di “Banana Republic”, che, saggiata il 22 gennaio 2010 al “Vox Club” di Nonantola (Modena), è sfociata nelle cento e più date del “Work in progress Tour” («abbiamo progettato qualcosa che avesse la possibilità di prendere sempre un’altra strada»). Iniziato nel maggio dello scorso anno, il tour il 20 maggio, grazie al Casinò de La Vallée, ha toccato Saint-Vincent. Nella Sala Gran Paradiso del Grand Hotel Billia i due hanno eseguito nei nuovi arrangiamenti a due voci qualche decina di loro hits contenute nel doppio cd, intitolato naturalmente “Work in progress”, pubblicato lo scorso anno con la copertina di Mimmo Paladino (ideatore anche la scenografia dello spettacolo). Ad affiancarli è stato un supergruppo composto da Bruno Mariani (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar), Alessandro Arianti e Fabio Coppini (tastiere), Guido Guglielminetti (basso), Gionata Colaprisca (percussioni), Maurizio Dei Lazzaretti (batteria), Emanuela Cortesi e Marco Alemanno (vocalist). «Non so spiegarmelo– ha confessato De Gregori- Ma se due artisti così diversi e per certi versi, incompatibili si mettono per la seconda volta a cantare insieme un motivo ci sarà.» E Dalla ha aggiunto: «Siamo, praticamente, un ossimoro: perché lui ha la sfortuna di essere così alto ed io la fortuna di essere non tanto alto. Ma la diversità è stimolante, perché, per l’effetto della reciprocità, le cose che contrastano creano l’energia di qualcosa che resta. Quello che ci lega è, invece, che non amiamo gli stereotipi e la voglia di stare con la gente.» 

L’idea della reunion è nata in occasione di un concerto di Dalla a Solferino cui partecipò, come ospite, De Gregori. «Più che qualcosa di nostalgico– ha raccontato Dalla- in questo momento basso del nostro paese abbiamo sentito la necessità di proporre qualcosache ormai non si fa più: l’artigianato dello scrivere canzoni. Perché è un’avventura a due non solo come cantanti, ma, anche, come autori: il lavorare assieme da una positività che aumenta il potenziale creativo.» Tra un soundcheck ed una telefonata sono, così, nate canzoni come “Gran turismo”, sulla differenza tra turisti passeggeri e viaggiatori (“i passeggeri sono i viaggiatori che si fanno viaggiare”), il testo di “Solo un gigolò” (cantato a Saint-Vincent, e, soprattutto, “Non basta saper cantare” (“Ci vuole tempo e pazienza per imparare il dolore, lacrime e competenza per impastare l’amore… ma una canzone non basta e non basta saper cantare”).«Quando ci siamo imbarcati in questo progetto– ha concluso De Gregori- abbiamo dovuto vincere una certa diffidenza sul fatto che si trattasse di un’operazione commerciale. Adesso siamo soddisfatti che i tanti che sono venuti a vederci abbiano capito la nostra buona fede e che siamo più interessanti adesso che trenta anni fa.» Peccato che, essendo stato fatto per i clienti del Casinò, il concerto è stato quasi dimezzato e senza bis, finendo, dopo neanche un’ora e mezza,  con la nuova versione di “Alice”. La stessa canzone con la quale era, invece, iniziata, proprio a Saint-Vincent, l’avventura musicale di De Gregori con la partecipazione al “Disco per l’estate” del 1973.