Tocca i 2000 metri di Cervinia lo “Spazza(neve) Tour” dei dARI

Dallo “Spazza Tour” allo “Spazzaneve Tour”. Si potrebbe, così, sintetizzare il percorso del tour dei dARI che, iniziato il 12 novembre, al “Giacosa” di Aosta, toccherà stasera (alle 21.30, ingresso gratuito) i 2000 metri del Pala Cervino in località Bardoney di Breuil-Cervinia. Il gruppo aostano sarà, infatti, protagonista della festa di fine stagione organizzata dalla stazione sciistica per ringraziare chi ha usufruito delle sue piste durante la stagione invernale. Si tratta di una lunga kermesse di appuntamenti che dal 29 aprile all’8 maggio vedrà susseguirsi avvenimenti sportivi, gastronomici e musicali (oltre ai dARI, l’8 maggio si esibiranno “I Carisma”). «Mi piace la neve– confessa il leader del gruppo Dario PirovanoVado sullo snowboard e quest’anno mi sarebbe piaciuto cimentarmi nel fuoripista, ma il tour mi ha lasciato poco tempo libero. In genere vado a Pila, mentre a Cervinia ho sciato quando ero più piccolo.» Quella di Breuil-Cervinia è la penultima data di un tour che si concluderà l’8 maggio al Teatro Italia di Roma. Seguirà, tra maggio e giugno, l’“Hi-life Tour”, patrocinato dalla Polizia Di Stato, che vedrà, per il secondo anno, i dARI nelle piazze di tutta Italia fare dei mini show per trasmettere il messaggio di un divertimento consapevole senza alcol. «Nei buchi tra un impegno e l’altro lavoreremo ai brani del nuovo cd che spero esca tra l’autunno e Natale per far fede all’impegno che mi ero preso quando abbiamo iniziato, nel 2004, di fare uscire un cd all’anno.» Aspettano, impazienti, il cd anche le loro fans che li seguiranno pure a Cervinia. Sicuro è, per esempio, l’arrivo da Napoli della famiglia Casapullo, che dello “Spazza Tour” non ha perso una data. «I nostri fans sono intraprendenti, ma, anche, costanti.- conclude Dario- Siamo una band molto fraintesa da chi si ferma alla superficie, per fortuna i nostri fans sanno andare oltre. Inizialmente li può colpire il nostro look e le nostre canzoni capaci di colpire determinate frequenze, muovendo qualcosa dentro. Ma poi si affezionano al nostro essere perché, grazie alla nostra esposizione mediatica, riescono a conoscerci nelle varie sfaccettature.»