NICK THE NIGHTFLY: la notte mi ha creato un mestiere

La notte non porta solo consiglio. Allo scozzese Malcom Charlton (nato il 28 aprile 1957) ha portato anche tantissima fortuna, visto che, proprio di notte e con il soprannome di Nick the Nightfly, da più di vent’anni conduce programmi di successo su Radio Montecarlo e Radio Capital. «Il mio rapporto con la notte è magico.- mi confidò, con la sua caratteristica voce calda e speziata di accenti “british”, quando lo conobbi nel 2008- Di giorno corriamo come matti, invece di notte i ritmi si abbassano e troviamo il tempo da dedicare a noi stessi. In Italia ho sempre fatto radio di notte perché mi illudo di potere creare un’oasi radiofonica in cui, se uno vuole, con la musica può ritrovarsi. Si può dire che la notte mi abbia creato un mestiere». Quel 25 luglio 2008 fu, naturalmente, con l’oscurità che Nick the Nightfly salì sul palco della Piazza d’Armi del Forte di Bard per esibirsi nelle vesti di “crooner”con la “Montecarlo Nights Orchestra” diretta da Gabriele Comeglio. Trattavasi di una vera e propria “all stars” di jazzisti italiani, formata, com’era, da musicisti del calibro dei trombettisti Emilio Soana e Pippo Colucci, del sassofonista Giulio Visibelli, del pianista Claudio Angeleri e del chitarrista Alessandro Gibellini. Ti sembra giusto, chiesi, che gente così brava abbia bisogno della vetrina offerta da personaggi noti come te per farsi conoscere dal grande pubblico? «Questo è il grosso problema dei jazzisti italiani. Alcuni riescono a farsi ascoltare nei grandi festival, ma, per chi non ha una popolarità mediatica, è difficile che la gente si muova per vederli, anche nei piccoli club Da quando sono direttore artistico del “Blue Note” di Milano cerco di affiancare ai grandi nomi mondiali nuovi talenti italiani come Mirko Guerini o Nico Gori, in modo che la gente conosca anche questi straordinari solisti». Grazie all’esperienza con la “Montecarlo Nights Orchestra” Nick aveva all’epoca rispolverato le sue origini cantautoriali, di quando stava a Londra e girava le case discografiche cercando di vendere le sue canzoni, mentre, per vivere, suonava nei “wine bar”. «Nel secondo Cd dell’orchestra, che sarà pubblicato a settembre (2008:n.d.r.), ci sono diverse canzoni mie, da “Berchidda Blues”, in cui suona Paolo Fresu, a “ The Devil”, che dà il titolo al Cd, in cui canta Sarah Jane Morris. A Bard oltre a questi brani abbiamo fatto alcune delle duecento canzoni che abbiamo in repertorio. Si va da Duke Ellington a Sting, con un omaggio speciale a Frank Sinatra nel decennale della scomparsa. Perché, se la musica è bella, per noi non ci sono frontiere musicali».