Nel sogno senza fine delle “LusMor” spunta pure il Principe Carlo

Il sogno ha sempre contrassegnato le tappe importanti della carriera delle “LusMor”, il duo formato dalle violiniste aostane Giada Costenaro e Nicoletta Alby. “Primo sogno” è, per esempio, il titolo del loro primo Cd pubblicato nel dicembre 2006. E “follow your dreams” è il motto di Mr. Michael Flatley, il ballerino autore del musical campione d’incassi “Lord of the Dance” con il quale le due valdostane dal 2007 girano il mondo. In tutti i sogni che si rispettino prima o poi compare un principe. Nel caso delle “LusMor” è capitato lo scorso 3 febbraio a Londra, e il principe in questione era quello più famoso del pianeta, anche perché di lunghissimo corso. Da quasi sessanta anni, infatti, Charles Philip Arthur George Mountbatten-Windsor è erede al trono del Regno Unito e di quindici stati membri del Commonwealth. L’occasione è stata una cena di beneficenza organizzata dal principe di Galles e dalla moglie Camilla Parker-Bowles, duchessa di Cornovaglia, nella Sala da Ballo di Stato, la più grande di Buckingham Palace, in genere usata per investiture e pranzi di stato. Finita la cena, ad animare la serata ha provveduto Flatley con 20 minuti di danze e musiche irlandesi, tratti da “Lord of the Dance”, interpretate da 25 dei suoi più talentuosi ballerini accompagnati dai violini di Nicoletta e Giada (che, con il duo “Strings of fire”, sono state protagoniste dell’unico numero solista della serata).
«Ci avevano chiamati per un “corporate event”- racconta Nicoletta- ma, per motivi di sicurezza, solo nel pomeriggio abbiamo scoperto che il nostro autobus si stava dirigendo al Palazzo Reale. Il pomeriggio è, quindi, trascorso tra un po’ di agitazione, il fascino per l’imponenza delle sale, le prove per riadattare alla location i numeri e le lezioni sul protocollo da seguire al momento dell’incontro con Carlo e Camilla. Più che allo spettacolo in sé, le mie preoccupazioni erano rivolte all’inchino regale che dovevo fare, alla giusta altezza dello sguardo, al “your royal highness” (sua altezza reale) da dire, ai vari “sir” e “madam” da inserire alla fine di ogni frase e alla correttezza del mio ingleseL’incontro della compagnia con le altezze reali è avvenuto nella lunga galleria dei dipinti, tra opere di Rembrandt, van Dyck e Rubens. «Il principe Carlo– ricorda Giada- è stato colpito dal fatto che suonassimo e ballassimo allo stesso momento con grande naturalezza. Chiacchierare con lui è stato sicuramente un momento da ricordare per tutta la vita.
Camilla, invece, visto il genere di musica che suoniamo, non credeva fossimo italiane. Magari irlandesi, diceva!
 Abbiamo bevuto champagne e passeggiato per alcune sale del palazzo che normalmente non sono aperte al pubblico. Ho, così, ammirato la sala coi troni personali di Elisabetta II e del principe Filippo e mi ha colpito tantissimo il passaggio segreto attraverso il quale, dalla stanza adiacente alla sala, la regina Elisabetta si può dirigere verso la sua stanza da letto. Per magia, come nei film o nelle favole, il muro ed il caminetto con un solo tocco si aprono su di un piccolo e lungo corridoio. Bellissimo!
 Sembrava di vivere un sogno.» Anche per questo hanno aspettato a raccontarlo. Che almeno ci fosse la prova delle foto apparse nella sezione “Charities” di “The Official Website of the British Monarchy” che, dopo lunga attesa, pochi giorni fa le “LusMor” hanno finalmente ricevuto.