Il tempo perduto e il tempo salvato di Mario CASTELNUOVO-TEDESCO secondo il SOLO DUO

La poesia– ha scritto Alda Merini- è un petalo che cade nel vuoto in bocca ad un leone che ruggisce”. Tutta l’arte nasce, in realtà, nel magico momento in cui l’artista è sospeso nel suo lento, eterno cadere. Emblematico, a questo proposito, il compositore italiano Mario Castelnuovo-Tedesco. Costretto, nel 1939, a fuggire negli Stati Uniti a causa della promulgazione delle leggi razziali (era ebreo), si trovò a esser sospeso tra due mondi e due tempi. E’ stata questa condizione il fil rouge del concerto “Il tempo perduto e il tempo salvato” che il “Solo Duo”, formato dai chitarristi Matteo Mela e Lorenzo Micheli, ha tenuto l’8 aprile nel Salone Ducale del Municipio di Aosta.

«Il tempo biografico del compositore è diviso in due parti dall’esilio– spiega Micheli- Il tempo perduto è tutto quello che lascia in Italia, il tempo salvato quello che si porta in America. Ma il tempo gioca un ruolo importante anche nella valutazione della sua musica, perché venne accusato dalla critica musicale di essere un compositore anacronistico, fuori dal tempo.» Di Castelnuovo-Tedesco il duo ha eseguito cinque preludi e fughe dal ciclo de “Les guitares bien tempérées op. 199”, una delle ultime e più importanti opere del maestro fiorentino, in cui rese perfettamente complementari generi, epoche, linguaggi assai lontani fra di loro. La scrisse nel 1962 per il leggendario duo formato da Ida Presti e Alexandre Lagoya. Infatti, ad Aosta i brani di Castelnuovo-Tedesco saranno inframmezzati da lavori di Granados, Debussy, Bach e Pierre Petit, scelti fra quelli più rappresentativi del loro repertorio. «Erano tutti e due mezzi italiani– continua Micheli- Sono stati un duo di altissimo livello, il primo che è stato percepito come duo e non, com’era prima, insieme di due strumentisti. Sono stati anche la molla che ha portato molti compositori a scrivere per duo di chitarre.» Di altissimo livello è anche il duo formato da Micheli e Mela, che nel nome assunto, “Solo duo”, sottolinea l’impressione che si ha quando li si ascolta che a suonare sia un chitarrista con quattro mani. Formatosi agli inizi degli anni Duemila, il duo ha suonato in tutto il mondo: dalla Carnegie Hall di New York alla Sejong Hall di Seoul. La loro cospicua discografia si arricchirà in estate con la pubblicazione, per l’etichetta Solaria, dell’integrale del ciclo de “Les guitares bien tempérées”.