STAFF BENDA BILILI: gli handicappati più conosciuti (e musicali) d’Africa

Se hai un solo dente in bocca, usa quello per sorridere”. In questo proverbio africano c’è la filosofia di vita che è alla base di un fenomeno come Staff Benda Bilili, il gruppo congolese che il 14 marzo ha inaugurato al Teatro Giacosa di Aosta la sua tournèe europea. Si tratta, infatti, di un’orchestra di mendicanti paraplegici che è solita muoversi nel caotico traffico di Kinshasa a bordo di tricicli motorizzati in stile “Easy Rider”. Mendicanti di giorno, la sera i Benda Bilili (che in lingua lingala significa “al di là delle apparenze, a sottolineare che le più grandi disabilità sono nella mente e non nel corpo dell’uomo) si trasformano in musicisti. Improvvisando concerti dove e come capita. Perché in uno stato, come il Congo, che durante il regime di Mobutu aveva sancito nell’articolo 15 della Costituzione il principio dell'”arrangiatevi come potete”, anche in campo musicale più che l’“arrangiamento” è importante l’“arrangiarsi”. Lo conferma il giovane Roger Landu. Quando era uno shegué, cioè uno dei tanti bambini abbandonati che affollano le strade di Kinshasa, si è costruito uno strano strumento, il satongué, assemblando una scatola per conserve, legna vecchia e una corda. Entrato nell’orchestra, ha avuto l’idea di elettrificarlo, rivelando un virtuosismo incredibile che lo ha fatto diventare una specie di Jimi Hendrix dei Tropici. A prenderlo sotto la sua ala protettiva è stato Ricki Libau, il leader del gruppo, torace da lottatore e voce da crooner. Ma tra i Benda Bilili i personaggi non mancano: da Koko Ngambali, campione di braccio di ferro oltre che chitarrista e compositore, a Théo Nsituvuidi, il secondo cantante, fan di James Brown e Bob Marley. Il pastiche di rumba congolese, blues, funky e reggae di questa corte dei miracoli nel 2007 ha colpito alcune popstars europee, da Damon Albarn dei “Blurai Massive Attack, che hanno deciso di promuoverli in Europa. A questo punto è intervenuto Vincent Kenis, già produttore di Zap Mama ed Hector Zazou, che una notte li ha registrati allo zoo di Kinshasa con un MacBook, 100 metri di cavo elettrico (allacciato illegalmente ad un bar adiacente) e una dozzina di microfoni (tra cui quello appartenuto a Jacques Brel). Il risultato è il cd “Tres Tres Fort“, con musiche ricche di ritmi e colori e testi che parlano della loro quotidianità. Polio compresa, la grande nemica che ha segnato il loro corpo, che cercano di combattere insistendo sulla necessità di vaccinare i bambini. A lanciare il cd ha contribuito il film “Benda Bilili!” di Renaud Barret e Florent de la Tullaye, che, dopo aver inaugurato la sezione “Quinzaine des Réalisateurs” del Festival di Cannes 2010, il 10 marzo è stato proiettato alla Biblioteca regionale di Aosta. «Un giorno saremo gli handicappati più conosciuti d’Africa», aveva detto qualche anno fa Koko. E, dall’entusiastico coinvolgimento del pubblico di questa tappa aostana del loro tour, sembra proprio che ci abbia azzeccato.