ROBERTA VOLTOLINA e il gioco della seduzione di “Der Dämon”

Il 22 febbraio scorsoSinfonica – Orchestra Giovanile della Valle d’Aosta” si è presentata all’Auditorium di Aymavilles con uno strumento in più. Trattavasi di Roberta Voltolina, danzatrice e coreografa parmense che, nel secondo appuntamento della sua stagione concertistica, ha visualizzato il gioco della seduzione amorosa che pervadeDer Dämon”, il balletto espressionista composto nel 1923 da Paul Hindemith partendo da un testo del poeta Max Krell. Possessione che è stata evidente fin dall’entrata del demone (Luca Zangheri) su un palco-laboratorio dove giacevano inanimati come fantocci sia le due sorelle oggetto dei suoi giochi (Roberta Voltolina e Rosanna Pingani) che il direttore dell’orchestra Enrico Bronzi ed alcuni orchestrali. «E’ come se possedesse tutto, anche l’orchestra e la musica.– ha spiegato la Voltolina- Per questo è stato lui a dare il via al concerto e ad un susseguirsi di situazioni grottesche, tragiche, poetiche e sensuali. Quando, alla fine, io e Rosanna perdiamo la purezza iniziale diventando un po’ demoni, per il capriccioso seduttore il divertimento finisce. Per cui ci ammonticchia con gli abiti usati, pronto a ricominciare il gioco.» La Voltolina aveva messo in scena “Der Dämon” per la prima volta nel 2008, sempre con Bronzi, al Festival Internazionale di Portogruaro. In questa nuova versione, completamente riveduta, ha approfondito la lettura psicologica del lavoro trasformandolo in un flusso di coscienza che si muove lungo il sottile confine tra fantasia e realtà con l’urgenza di chi risponde alla chiamata di quel “potere misterioso che tutti sentono e nessun filosofo spiega”. I gesti dei ballerini e la coreografia della Voltolina hanno, così, avuto la vertigine del viaggio senza punti di riferimento né certezze. Un controllato “perdersi”, talmente libero da portare la parmense a “sporcare” la coreografia con gesti improvvisati dai ballerini. Funzionali a questa intuizione sono stati i costumi di Patrizia Caggiati che hanno seguito la simbologia dei colori voluta da Krell (che scrisse di nastri colorati, di orchidee sbocciate, di frenesia rossa, di lutto) e, appesi sul palco, hanno creato una scenografia surreale. Nella sua lettura del balletto la Voltolina ha finito, così, per coniugare l’amore per il teatro-danza di Pina Bausch (ha, tra l’altro, danzato con la sua allieva Susanne Linke) con quello per la musica, che l’ha vista protagonista di performance dal vivo con musicisti classici come Bronzi e jazzisti come Giorgio Gaslini e Max Roach. «Lavoro sulla espressività ed emozione, ma, anche sull’improvvisazione. Tutta la musica si può danzare, come pure non danzare visto la potenza del linguaggio musicale. Certo è che la volta precedente, a Portogruaro, abbiamo visto come un lavoro complesso come “Der Dämonmediato dalla danza arrivi di più.» Il concerto, che aveva per titolo “Demoni e altri spiriti”, è stato aperto dall’esecuzione della Sinfonia in re minore di Luigi Boccherini, il cui nome, “Casa del Diavolo”, è legato al terzo movimento dedicato al Dämon libertino per antonomasia: Don Giovanni.