Chi di plagio ferisce di plagio perisce: AL BANO vs Jonathan CILIA

In qualche parte dell’aldilà Michael Jackson starà sicuramente sorridendo. Chi di plagio ferisce di plagio perisce, avrà pensato apprendendo che Al Bano, il cantante italiano che nel 1992 l’aveva trascinato in tribunale con l’accusa di aver copiato “Will you be there” dalla sua “I cigni di Balaka”, è, a sua volta, accusato di plagio per la sua “Amanda è libera” giunta terza al 61° Festival di Sanremo. Ad inguaiare Al Bano è Jonathan Cilia, ventinovenne cantautore siciliano 
di casa in Valle d’Aosta dove ha preso residenza nel 2008 e lavorato al Mont Blanc Village Hotel di La Salle e Rete Saint-Vincent. «Ero a Londra per lavoro– spiega- quando mi hanno chiamato degli amici dall’Italia invitandomi ad ascoltare la canzone che Albano aveva presentato a Sanremo. Quando ho sentito che aveva lo stesso ritornello della mia “Immigration”, composta nel 2004 ed inserita nel cd “From the Darkness to the Light”, mi è salito il sangue agli occhi. Ad aggravare la situazione sta il fatto che dal 2006 cercavo di cantarla insieme ad Al Bano, che è sempre stato un mio modello. Non sono mai riuscito a parlargli, ma un suo collaboratore mi aveva invitato a spedirgli il progetto, concludendo con il classico: le faremo sapere. Da allora il silenzio totale.» In effetti, come si può ascoltare su YouTube, la somiglianza dei ritornelli delle due canzoni è notevole. Diverse, invece, le parole, che, comunque, toccano entrambe il tema dell’immigrazione: di una nigeriana in Italia, quella di Al Bano, di italiani in Canada, quella di Cilia, che è dovuto andare all’estero per avere i riconoscimenti non ottenuti in patria. «Dal 1997 sono andato definitivamente via dalla Sicilia, esibendomi un po’ dappertutto. Ho registrato 5 cd, specializzandomi in un genere lirico pop di ispirazione cristiana che me ne ha fatto vendere 180.000 copie. Ne ho un’altro in cantiere, “My religion”, che contiene canzoni composte in Valle, alla quale ho dedicato “Amami di più”. Vi volevo inserire anche il duetto con Al Bano in “Immigration”, e invece…» Come pensa di procedere per difendere i suoi diritti? «La canzone è registrata alla SIAE come opera protetta, non come diritti d’autore perché io non speculo sula creatività che è un dono di Dio. Ho chiamato un perito musicale del Tribunale di Roma per avere un parere, ma non sono i soldi ad interessarmi. Vorrei, invece, che Al Bano diventasse il mio padrino musicale dandomi un’opportunità. Magari duettando con me in una trasmissione televisiva.» Del caso si sono interessati diversi giornali, le televisioni (martedì è stato intervistato da “Le Iene”) e gli utenti del web a caccia di plagi. Si è, così, scoperto che le due canzoni sono, a loro volta, molto simili a “Flatbush Waltz”, brano scritto nel 1980 da Andy Statman. Tanto per confermare quanto da anni sostiene il Maestro Ennio Morricone: «La musica orecchiabile, proprio perché tale, assomiglia a qualche cosa già scritta perché sennò non avrebbe successo. Chi ha coscienza di ciò dovrebbe astenersi dal disturbare i giudici facendo cause e controcause per plagi indimostrabili