Le canzoni sentimentalmente ciniche dei PIET MONDRIAN

Proprio alla vigilia del rito del Festival di Sanremo, grazie ad Andrey Spinella ed alla sua rassegna “Espace Indie Friday“, l’11 febbraio si è materializzato all’Espace Populaire di Aosta un esempio di cosa possa esprimere la musica giovane italiana quando libera dai condizionamenti del circuito commerciale. Trattasi dei “Piet Mondrian”, coppia toscana (artistica ma, anche, sentimentale) formata da Michele Baldini (voce e chitarra) e Caterina Polidori (voce, tastiere, batteria) che, come il pittore olandese da cui prendono il nome, rivestono con forme semplici ed orecchiabili una visione disincantata del mondo che li fa andare in direzione ostinata e contraria rispetto ai suoi dogmi e luoghi comuni. «Il nostro ultimo cd– spiega Michele- si intitola “Misantropicana”, parola che fonde misantropia con tropicana, esprimendo la nostra disillusione per il genere umano, con toni ironici e senza prenderci troppo sul serio. D’altronde c’è poco da fare, e, poi, non è che ci sia tutta questa serietà neanche tra chi ci governa. Per cui, come cantiamo in “Apocalippo”, “se è davvero l’apocalisse quella che ci aspetta…beh…almeno andiamole incontro con un calippo tra le mani” L’ascolto dei pezzi dei “Piet Mondrian” è, quindi, vivamente sconsigliato per le “tante facce vuote e smunte che si accontentano della televisione e della crisi”, “per chi pensa che vendere il culo sia fine… per chi è disposto a lasciarsi sfondare il confine”. Per gli altri sarà fonte di piacevolissime sorprese. Sia musicali, grazie a variegate ambientazioni sonore che, fondendo acustico ed elettronica, sostengono le due voci, sia per testi caratterizzati dalla trasfigurazione moderna del gusto per lo sberleffo tipico dei toscani. Siccome, poi, non c’è atteggiamento più sentimentale del cinismo delle persone appassionate, ecco che il risultato sono pezzi sentimentalmente cinici, in cui il sorriso ha la vertigine di chi non da punti di riferimento perché non ne ha, in un mondo in cui tutto è ridotto a “chiacchericcio da cortile”, dove “non ci sono né colpe né reati”, dove, perfino, trasmissioni come “Report” si riducono ad un voyeurismo impotente di immagini scandalose che non portano ad alcun cambiamento. «Anche il cd è, come “Report”, una serie di fotografie della contemporaneità filtrate a modo nostro. Niente di definitivo né di fondamentale. Con una speranza che si esprime in “Forse questo è amore”, scritta in occasione della falsa epidemia di influenza A/H1N, nella quale descriviamo il punto di vista di due virus che non riescono ad essere estirpati perché credono nell’amore.»

FORSE QUESTO E’ AMORE

Lavatevi le mani che sono portatrici dei germi e dei batteri

Loro sanno bene che tutto ciò che toccano poi scende dentro al corpo

E piano piano si espande diventa grandissimo

L’aria che respirate trascina polveri del vostro smog

Ma forse questo è amore per noi due

Noi che siamo microbi destinati ad essere distrutti da scienziati

ci adattiamo ai casi noi, ve lo siete chiesti perchè siamo ancora insieme?

Nuove cure, scoperte, nuove le terapie ma non c’è

quella definitiva che possa ucciderci, l’arma in più

è che forse questo è l’amore per noi due