Il modernariato musicale dei “GOING PLACES” all’Espace Populaire di Aosta

Going Places (by Gaetano Lo Presti) IMG_9605

Per il quarto appuntamento della rassegna “Espace Indie FridayAndrey “Cappellaio Matto” Spinella ha tirato fuori dal suo cilindro un’altra chicca. La sera del 14 gennaio l’Espace Populaire di Aosta si è, così, trasformato in una specie di mercatino di modernariato musicale con un vasto assortimento di vecchi organi Farfisa, storici bassi e drum machine della Korg di fine anni Settanta. E’ questo l’equipaggiamento vintage che, unito a campionatori ed effetti vari, crea l’insolito sound dei “Going Places”, all star band torinese nata nel 2010 dalle menti di Jacopo Borazzo, batterista dei “Disco Drive”, e Gabriele Guazzo, dj dei “Xanax Party” nonché collezionista di strumenti d’epoca che da anni scova andando in giro per mercatini. A loro si sono uniti Marco Bianchi, cantante dei “Drink To Me”, e Bruna Brunot, dj nota con ilnome d’arte di “Lovely Valentina” che, oltre a cantare, compone testi in inglese pieni di assonanze, consonanze e suggestioni.

«Mi piaceva questo approccio diverso– spiega Borazzo- con suoni meno convenzionali e perfetti rispetto a quelli prodotti dagli strumenti di oggi. La drum machine della Korg, per esempio, non si può programmare, però dà suoni suoni fighissimi e ritmi vintage come il cha cha e il valzer. Su questi suoni abbiamo costruito canzoni pop che in realtà pop non sono, con melodie abbastanza malinconiche, perché credo che, alla fine, sia la musica in minore quella che che tocca di più. Ma nelle nostre canzoni, fragili e imperfette e in bilico tra ritmo e melodia, c’è anche l’apertura verso una speranza nel futuro.» Ne è un esempio “Going places”, la prima canzone composta dalla quale hanno tratto il nome, in cui le voci effettate e filtrate da campionatori di Valentina e Marco si muovono , sempre sul filo della stonatura, tra motivetti dance anni Ottanta e allucinazioni bucoliche alla “Animal Collective”. «Sarà il primo pezzo che registreremo la prossima settimana.– conclude Jacopo- Piuttosto che un cd, probabilmente metteremo le canzoni in rete o stamperemo un vinile per rimanere in tema di vintage