Le storie di STEFANO “BITTO” BITTELLI all’ombra del BLASCO

Va bene andare al massimo. E anche condurre una vita spericolata. Ma pure per le rockstar più inossidabili arriva il momento di staccare la spina e rilassarsi. Specie durante i massacranti tour. E’ a quel punto che entrano in azione i road manager, gente come Stefano Bittelli, quarantanovenne bolognese residente a Morgex. «Il road manager è il babysitter dei musicisti.– spiega- Il mio compito è soddisfare per tutta la durata del tour le esigenze di ‘sta banda di disgraziati.» I “disgraziati” a cui da dodici anni Bittelli fa da babysitter sono la “più grande rock band del mondo”. Così, almeno, li presenta il loro Komandante. Che, poi, è un certo Vasco Rossi. «L’ho conosciuto nel 1979 grazie a Maurizio Solieri e Massimo Riva. Si è subito stabilita una grande alchimia umana, la stessa che ho coi suoi musicisti di cui mi occupo dal 1998. Dal concerto di Imola per l’Heineken Festival davanti a 130.000 spettatori. E’ lì che il successo di Vasco è diventato di massaBitto, questo il soprannome di Bittelli, all’epoca era già musicista esperto, con una lunga gavetta in gruppi di liscio e rock (dagli “Skiantos” a “Clara & Black Cars”,con Clara Moroni, attuale vocalist di Vasco).

Bitto con Maurizio Solieri


Componeva anche canzoni. Una di queste, scritta con Massimo Riva, piacque talmente a Vasco che ci mise un testo. Ne venne fuori “Io no”, il singolo tratto da “Canzoni per me” con cui nel 1998 vinse il Festivalbar. Non è stato un caso isolato, perché nel 2001 Bittelli ha firmato ben due canzoni di “Stupido hotel”: “Standing ovation e “Tu vuoi da me qualcosa”. Tra una tour del Komandante e l’altro, Bitto ha continuato ad esibirsi e a scrivere canzoni. Molte sono nate in Valle d’Aosta dove si è trasferito nel 1994 per una scelta di vita e la passione per la montagna. L’amore per la Valle ed i viaggi traspare anche nel suo libro “Nel cuore del granito“, spy story di fantapolitica ambientata tra il Monte Bianco e il Kashmir indiano presentata nel dicembre 2008 al Noir in Festival. Si è, poi, esibito spesso all’American Bar di Courmayeur per l’apres ski dei turisti. E’ lì che è nato “L’aperitivo”, un brano country-folk-ubriaco-goliardico cantato a due voci con “Il Merendero”(“perchè magna come un bufalo”), che altri non è che Maurizio Solieri, il chitarrista di Vasco.

Clara & Black Cars

Presoci gusto, Bitto pubblica adesso, per la “Irma records”, il cd Giovanna in India. In scaletta 10 pezzi, di cui tre sono cover di cantautori che cita a modello: Jannacci, Gaber e Guccini. I pezzi di Bitto si caratterizzano, invece, per uno spiccato e variegato gusto melodico che anima testi in bilico tra ironia e nostalgia. Con una voce da “cantantasso” da osteria Bitto vi racconta storie, in gran parte ambientate a Bologna, di amori tristi (la bella “Gatti con la coda in bocca”), biliardi metaforici (“Il biliardo”), orchestrali istrionicamente seduttori (“Storia di”), fughe esistenziali (“Giovanna in India”) ed amanti clandestini (la beatlesiana “Se c’è un albergo”). Il tutto suonato con l’aiuto della band di Vasco quasi al completo, degli Skiantos, di Ricky Portera, di Jimmy Villotti. Il cd è in vendita on line su http://www.musicshoponline e in Valle da “Musica e Ricordi” di Via Sant’Anselmo e al Petit Bistrot di Courmayeur.

Mimmo Camporeale, Frank Nemola, Stefano Bittelli, Maurizio Solieri