L’universo parallelo delle maschere de “LA BOTTEGA DEI SOGNI”

La grande Arte italiana del Rinascimento è nata nelle botteghe di Firenze e dintorni. Talento a parte, Leonardo, Michelangelo e Raffaello sono frutto della tensione competitiva che, in quei laboratori, si creava nella promiscuità cameratesca (in tutti i sensi) tra grandi maestri e allievi. Un meccanismo artistico che si è perpetuato ne “La Bottega dei Sogni”, il gruppo fondato nel 1995 da Deborah Nania e Roberto Pegoraro. Il suo frutto migliore è “Rêves”, una sfilata-spettacolo nella quale un centinaio di personaggi in maschera si muovono e danzano accompagnati da musiche e luci cariche di suggestione. Dopo aver fatto giro del mondo (dal Giappone alla Francia, dalla Spagna alla Russia), il 19 novembre lo spettacolo è tornato ad Aymavilles, dove Nania e Pegoraro vivono, inserito nell’ambito delle manifestazioni per la festa patronale. La sede dell’evento è stata l’Auditorium di Aymavilles, la struttura di cui è responsabile tecnico Andrea Dugros, fratello di quel Davide Dugros assurto a popolarità nazionale coi “Kymera” grazie alla partecipazione a “X Factor 4”. E qui il cerchio si chiude, in quanto tra il 2007 ed il 2009 nella “Bottega dei Sogni” si sono formati scenicamente anche Davide Dugros e Simone Giglio. Lo confermano i video di “Spente le stelle” e “It’s a beautiful Day” presenti sul loro MySpace, la cui teatralità tanto ha impressionato Enrico Ruggeri, il loro capitano di “X Factor”. «Tutto è nato al Carnevale diVenezia dove sono andata per la prima volta nel 1983. – ricorda Deborah Nania- Ero vestita da pagliaccio, ma ho subito capito che non era un Carnevale come gli altri, per cui ci voleva qualcosa di più elegante e fuori dal tempo. L’anno dopo ho, quindi, creato la mia prima maschera, che si chiamava “ Mistero”. E’ stato il primo di una lunga serie di costumi ispiratimi dalla magia dei luoghi di Venezia. E’ per questo che siamo definiti gruppo di maschere veneziane. A Venezia, però, siamo conosciuti come gruppo valdostano, e ci ha fatto molto piacere che lo scultore Giovanni Thoux ci abbia raffigurato in un suo altorilievo dipinto, ambientato ad Aymavilles, che fa parte della serie “Les Carnavals Valdôtains”

Nato nell’adolescenza, l’amore per la grande illusione del mascheramento ha fatto sì che, attraverso la creazione delle maschere e dei costumi de “La Bottega dei Sogni”, la Nania si sia costruita un universo parallelo pieno di fantasia e colori. «E’ il secondo mondo in cui posso dare sfogo alla mia creatività. – spiega- Al contrario di quanto si possa credere, però, indossare una mia maschera non vuol dire nascondersi, ma, piuttosto, aprirsi, liberandosi dalla noia e dalle preoccupazioni che infarciscono la vita di tutti giorni. Quando i ragazzi della “Bottega” si mascherano diventano quello che rappresentano e rappresentano chi vogliono essere, perché il personaggio vive attraverso l’idea che loro hanno di lui». Una filosofia, in fondo, vicina a quanto sosteneva Oscar Wilde: ogni uomo mente, dategli, però, una maschera e sarà sincero.