Quella voglia di dialogo che c’è dietro il “fenomeno dARI”

Se dal letame nascono i fior, perché dalla spazzatura non dovrebbe venir fuori qualcosa di buono? Basta non bruciarla in un rogo. Basta recuperarne il buono “differenziandola” da quella nociva. Basta, soprattutto, non rapportavisi con la puzza sotto il naso. Lo dimostra il concerto con cui il 12 novembre i “dARI” hanno aperto, in un “Giacosa” pieno ma non esaurito, lo “SpazzaTour”. Se per le orde di giovanissimi fans, in prevalenza ragazze, accorsi è stata una serata memorabile, anche chi, più in età, è stato costretto ad accompagnali non se ne è pentito. «Non vi conoscevo- ha detto alla fine Lina, insegnante di Pontey al seguito della figlia Marie Claire- ma come mamma sono contenta che ci sia un gruppo come il vostro, perché siete delle belle persone che fate delle belle canzoni.» Lo diceva proprio a Dario “Dari” Pirovano, leader del gruppo, che, al termine del concerto, ha passato coi fans (spalleggiato dagli altri membri del gruppo) una buona mezz’ora. A parlare, firmare autografi, fare foto, ricevere regalini. Solo vivendo questi momenti si può capire il “fenomeno dARI” che va ben al di la della musica, colmando il bisogno di comunicazione delle attuali generazioni digitali, che anche nel concerto cercano il dialogo e non la passiva fruizione. «E’ bello essere ascoltati dal pubblico giovane.- ha confermato Dari- Ma è anche una grande responsabilità, perché bisogna sempre essere consci che quello che si dice viene recepito e può avere delleconseguenze che non immagini. Ecco perché “predichiamo” un divertimento responsabile. Nei testi cerco sempre di trasmettere, in maniera semplice ma non banale, un messaggio importante, mandando spesso dei punti di domanda che facciano riflettere

Da qui al 7 dicembre la giovane Anna Laura di Torino rifletterà spesso in macchina, dove dormirà con la madre per seguire tutte le tappe dello “SpazzaTour”. E’ per le tante come lei che il concerto ha una breve pausa durante la quale sulla selva di televisori che domina la scena compare il messaggio: “Volevamo prenderci un minuto per dirvi grazie di essere qui.” Per il resto la serata ha avuto un ritmo infernale, con il sound elettronico degli arrangiamenti di Mimmo Capuano ad omogenizzare una ben congegnata scaletta di 16 pezzi aperta da “Da me” e “Per piacere” e chiusa da “Cambio destinazione” e “Wale(tanto Wale)”. Il tutto suonato con professionalità dal gruppo che, oltre a Dario, conta sul vercellese Daniel “Fasa” Fasano (batteria) e i valdostani Fabio “Fab” Cuffari (basso) e Andrea “Cadio” Cadioli (tastiere). «Lo spettacolo è andato bene- ha commentato quest’ultimo- comunque, essendo la prima data del tour, è tutto in rodaggio.» Il concerto, inserito nella “Saison Culturelle” segnava il ritorno nella città che ha dato i natali musicali a tre quarti del gruppo. Emozionati? «Non pensavo di esserlo così tanto. – ha risposto Dario- Forse è perché siamo più abituati a suonare fuori. E, poi, qui siamo cresciuti anche musicalmente, ed è stata un’ottima palestra».