PIERO CIAMPI: qualche cosa te l’ho data se mi guardi con quegli occhi

Oggi il cantautore Piero Ciampi  avrebbe compiuto settantanove anni. Era, infatti, nato a Livorno il 28 settembre 1934. Nonostante una vita caratterizzata dal lento scavarsi la fossa con l’amato vino, finì per morire per un cancro alla gola. Era il 19 gennaio 1980 e ad assisterlo c’era il suo medico, il cantautore Mimmo Locasciulli. Ciampi aveva “tutte le carte in regola per essere un artista” (come recita una sua canzone dedicata al pittore Federico Sirigu) e lo dimostrò con una vita sregolata  e componendo canzoni “rare come una sorpresa” in cui, come scrisse Natalia Aspesi, c’era «qualcosa di abbastanza poetico per riuscire incomprensibile all’amatore abituale di canzonette». Aveva avuto tante donne che, in genere, “sgangherava”. Salvo, poi, innamorarsi come un adolescente di Anna Maria Chio, una giovane attrice dagli occhi d’oro che frequentava Pasolini e Carmelo Bene. «Le donne sono una razza a parte che a volte detesto– dichiarò- ma, anche, la cosa più meravigliosa che esista. E, poi, per sapere cos’è la solitudine bisogna avere vissuto in due.» Per loro scrisse canzoni struggenti come “Tu no” e “Io e te, Maria” (“Gesù Gesù, quanto amore.
Gesù Gesù, quanto bene. Gesù Gesù, l’amore è andato.
Gesù Gesù, io sono uno sbandato senza lei.”). Ma, anche, la disperata invettiva di “Adius” (“Ma come? Ma sono secoli che ti amo, cinquemila anni, e 
tu mi dici di no? Ma vaffanculo! Sai che cosa ti dico? Va-ffan-culo! Te,
gli intellettuali e i pirati. Vaffanculo! Vaffanculo!”) Dopo la morte lo hanno cantato in tanti, tra gli altri  Gino Paoli, Nada, La Crus, Mercanti di Liquore e Morgan. In suo onore ogni anno, ad ottobre, a Livorno si tiene un Premio Ciampi.

TU NO (Ciampi – Marchetti – R. Ciampi)

Tu no, tu no, tu no,
tu non puoi andare via,
tu non devi andare via,

tu no, amore, no,
anche se ti ho fatto male,
anche se ti ho esasperata,

tu no, tu no, tu no, 
sono a tua disposizione 
per la vita e per il cuore.

Tu no, tu no.



Tu no, amore, no, 
ti ricordi via Macrobio?
 qualche volta eri felice.



Tu no, tu no, tu no.
 Sedevamo nel giardino,
mi ascoltavi con amore.



Tu no, amore, no,
tu che sai tutto di me,
tu che hai la mia fiducia, 
tu no, amore, no, tu no.



Tu no, tu no, tu no,
sì lo so che non ho niente,
sì lo so che ti ho delusa,


ma tu, amore, tu 
hai amato i miei silenzi,
hai capito i miei discorsi.



Tu no, tu no, tu no.
 I milioni di rinunce
 che ti ho fatto sopportare
le ho pagate care.


Tu no, amore, no,
è difficile capirsi,
è difficile aiutarsi,



lo so, è colpa mia,
io non ho mai fatto niente
 per condurre la tua vita,



ma tu devi saperlo:
io non so più come fare,
non capisco questa vita,
tu no, amore no, tu no.



Tu no, aspetta, no,
se non so farti felice,
anche se continuo a bere,



tu no, amore, no,
tu mi devi star vicina 
perché ormai io sono fuori.



Tu no, amore no. Qualche cosa te l’ho data
 se mi guardi con quegli occhi.
Tu no, tu no, tu no.