CESARE CREMONINI: e naufragar m’è dolce in questo mare (di melodia)

Sarà quel nome, Cesare, che evoca rapide ed estese conquiste (“Veni, vidi, vici”). O il cognome, Cremonini, che è già una promessa di dolcezza. Certo è che, in appena un decennio, il trentenne cantautore bolognese Cesare Cremonini, che il 17 settembre si è esibito nella Sala Gran Paradiso del Grand Hotel Billia, è riuscito a conquistarsi un posto di rilievo nella scena pop italiana con canzoni che combinano la più nobile tradizione melodica italiana con una scrittura di respiro internazionale. Lo conferma il suo ultimo Cd, “1999 – 2010 The Greatest Hits”, che raccoglie il meglio di una carriera iniziata nel 1999 con la magia inconsapevole di “Squèrez”, pubblicato coi “Lùnapop” e contenente un tormentone come “50 Special”. Solo in Italia il cd vendette un milione e mezzo di copie,mentre “Qualcosa di grande” si aggiudicò il Festivalbar 2000 e, grazie ad uno spot della TIM, “Vorrei” fu la canzone dell’estate.

Che i “Lùnapop” fossero soltanto un paravento alle sue timidezze adolescenziali, Cremonini lo dimostrò a partire dal 2002, uscendo allo scoperto col Cd “Bagùs” ed una svolta cantautoriale che si espresse al meglio nella canzone “PadreMadre”, una profonda analisi delle paure di un figlio di genitori separati elaborate con l’intensità emotiva di un uomo. Iniziò, così, lavorando “all’opposto”, come gli piace dire, la sua “sfida al consumismo della discografia” che gli ha permesso di entrare nell’immaginario emozionale di un paio di generazioni e mantenersi in cima alle hit , come conferma l’ultimo cd di inediti, “Il primo bacio sulla luna”, che, pubblicato nel settembre 2008, ha stazionato per un anno nella classifica dei cd più venduti in Italia. Dopo l’ouverture strumentale di “Cercando Camilla” (eseguita dal suo quintetto, con l’immancabile amico bassista Nicola “Ballo” Balestri, e due coriste), a Saint-Vincent Cremonini è entrato in scena cantando “Mondo”, uno dei due inediti di “The Greatest Hits” (nel cd vi duetta con Jovanotti). «“Mondo”– ha detto- è lo specchio preciso del mio carattere, che non vive di favole ma se le cerca e se le crea.» In questo mondo dimostra di continuare a riporre una grande fiducia, quasi pari a quella per il potere della melodia di cui nutre senza pudori le sue canzoni, forte della tradizione italiana filtrata dalla lezione di Beatles e Bob Dylan, di cui, non a caso, ha eseguito “Just like a woman” («una canzone che mi ha cambiato la vita», ha detto). «La melodia – aveva spiegato- è un piccolo miracolo che non si sa bene da dove arrivi. Forse in troppi oggi hanno paura della melodia come se fosse un peccato da nascondere, ma chi rinuncia alla melodia spezza il rapporto con la creatività.» A lui, invece, le melodie delle canzoni permettono di avere un rapporto solidissimo col pubblico, come ha dimostrato anche nella Sala Gran Paradiso del Grand Hotel Billia, finendo per travolgere l’iniziale la freddezza delle prime file occupate dai clienti del Casinò de la Vallée che ha organizzato l’evento. Calienti, invece, fin da subito i suoi fans che affollavano la seconda metà dalla sala. Così tanto da fargli esclamare: «Mia madre mi ha detto: vai a Saint-Vincent che c’è un freddo cane, invece qui fa un caldo boia!»

SCALETTA

Mondo

Padre Madre

Le tue parole fanno male

Figlio di un re

Gli uomini e le donne sono uguali

Sardegna

Just like a woman

50 Special

Due stelle in cielo-Vorrei

Niente di più

Vieni a vedere perchè

Deve essere così

Le sei e ventisei

Marmellata #25

Il pagliaccio

Un mondo migliore