ARTE (19) Verso l’imponderabile con FRANCO GROBBERIO

Solo ciò che mi serve

Il 4 settembre 1945 è nato ad Aosta il pittore Franco Grobberio. L’ho conosciuto nel 2005, e quasi subito, penso più per l’istintiva simpatia che si stabilì tra noi che per altro, mi chiese di scrivere le note introduttive di una sua mostra alla Saletta d’Arte comunale di Aosta. Era un periodo complicato della mia vita e quel “Verso l’imponderabile” che scrissi ha qualcosa di profetico.

La fuga dei poeti romantici

La società contemporanea sta vivendo il dissolversi delle certezze dell’ultimo mito al quale si era aggrappata: la tecnica. Davanti all’uomo moderno non si intravede più il sol dell’ad-venire del progresso ma, piuttosto, il senza confine di un avvenire indeterminato ed imponderabile. Una mancanza di limite che lo condanna a non toccare mai terra, a ritrovarsi sempre sulla frontiera, ad essere in perenne viaggio verso mete che svaniscono. E’ quanto si respira in questa serie di acquarelli di Franco Grobberio che brulicano di poeti, filosofi, pensatori, scienziati, ma, anche, di gente comune che,scontenta del mondo e del modo in cui vive,fugge alla ricerca di qualcosa di più, di qualcosa di meglio.

Don Chisciotte

Tutti sospesi tra cielo e terra: chi su un’altalena, chi sui trampoli, chi su un albero. Perché così è più facile guardare lontano, superare confini ed ostacoli, trovare una via di fuga. Un anelito di dissolvenza che Grobberio- artista per il quale la leggerezza, come scriveva Montale, più che una virtù è destino- rende con una pittura smaterializzata che si illumina di azzurro, ocra, rosa, rosso. Essenziale come il silenzio di un viaggio interiore. Di quelli che richiedono un bagaglio leggero. “Solo ciò che mi serve” recita, non a caso, il titolo di uno dei suoi quadri preferiti in cui ha raffigurato un pastorello che guida una carovana di cavallini, su ognuno dei quali c’è un simbolo che ha un suo piccolo/immenso, valore: una stella, una luna, una chiocciola, un uccellino, un paio di occhi. Punti di riferimento sicuri da cui partire per avvicinarsi ai grandi misteri dell’esistenza. Perché, come i suoi quadri sanno suggerirci, è guardandosi dentro che ci s’infinita.

Lettore leggero