ARTE (18) TERESA FEODOROWNA RIES fu una donna che visse nell’arte e per l’arte

Teresa Feodorowna Ries fu una donna che visse nell’arte e per l’arte. Nata a Mosca il 30 gennaio 1874, delle acquariane aveva la feroce volontà e la voglia di nuovo che Urano favorisce. Aveva anche l’inafferrabilità ribelle che le fa guizzare via da chi tenti di acchiapparle. Non a caso, “per non voler consentire alle idee antiquate dei professori”, fu espulsa dall’Imperiale Accademia di Belle Arti di Mosca. Eppure già durante le scuole superiori era considerata un’eccezionale disegnatrice. Eppure, ancora nella casa paterna, aveva modellato una superba “Sonnambula”. Fu provvidamente condotta a Parigi dove la sua abilità di scultrice destò viva ammirazione ed il suo nome corse di bocca in bocca. Nel 1894 si trasferì a Vienna dove trovò molte porte chiuse, a cominciare da quella dell’Accademia. Aveva, d’altronde, un doppio stigma: non solo era donna, per di più ebrea, ma voleva addirittura fare la scultrice. Ben presto, infatti, capì che i pregiudizi sulle donne che volevano scolpire erano addirittura superiori a quelli sulle pittrici. Al punto che lo scultore Edmund Hellmer le disse che era inutile insegnare alle donne dato che comunque si sposavano. Salvo, poi, cambiare idea, accettandola come allieva e facendone, addirittura, la sua pupilla. Teresa lo ripagò effigiandolo in un busto e facendo incetta di premi al concorso di Vienna e all’Esposizione di Parigi con opere come “Lucifero” e “Gli invincibili”. Per non parlare del celebre busto fatto allo scrittore Mark Twain nel marzo 1898. Perfino il celebre Auguste Rodin, grande maestro della scultura moderna, un giorno, a Parigi, dopo aver ammirato le sue opere, le strinse calorosamente la mano, esclamando: “noi siamo parenti”.