L’esilio dorato di GIORGIO FORATTINI in Valle d’Aosta

Coraggio, libertà, sberleffo” è il titolo della mostra itinerante di Giorgio Forattini che, dopo essersi tenuta lo scorso anno al Palazzo Reale di Milano (il simbolo era il “Forattini centauro” esposto adesso ad Aosta, in Piazza Chanoux), con qualche modifica e un altro titolo, “Satira in gloria”, è in corso, dal 23 aprile, al Castello di Ussel. Coraggio, libertà e sberleffo sono anche le coordinate intorno alle quali si sono dipanati quarant’anni di attività del disegnatore romano caratterizzati da oltre 10.000 vignette, 48 libri venduti in oltre 3 milioni di copie e decine di cause per diffamazione con richiesta di risarcimenti milionari. «I politici sono incazzosi.- ha detto nel corso dell’incontro pubblico avvenuto il 24 aprile nella “Casa di Babel” in Piazza Chanoux.- Anche se ci sono quelli che la prendono con umorismo, come Andreotti che ha detto: “mi ha inventato Forattini”. Pure da Berlusconi non ho mai ricevuto reazioni incattivite. Sono un liberale che satireggia su tutto e tutti perché il potere va colpito sempre, chiunque lo incarni. Solo che in Italia si è perso il senso della satira, e la sua libertà è soffocata  dall’ideologia di chi dice: scherza su tutto tranne che su noi. Io che ho sempre avuto come referente il lettore e non editori schierati politicamente, ho dovuto peregrinare da un giornale all’altro e adesso pubblico le vignette solo nei libri e nel mio sito.» Un “esilio” che, novello Dante (uno dei grandi esiliati effigiati nella mostra di Ussel), lo ha portato in Valle d’Aosta, dove non ha esitato a ritrarre un grande “Augustus” con, appollaiato sulla mano, l’uccellino “Laurentius”. «Non essendomi legato, in Italia sono diventato un personaggio “scomodoso”. Non nego di avere momenti di amarezza che cerco, comunque, di non mostrare.» In uno di questi ha scritto la poesia “E come esilio”, letta (anche in patois) nella “Casa di Babel”, che recita: “Ovunque è esilio. Ovunque non si posa quell’altissimo gabbiano bianco”. C’è speranza? «La speranza è solo esilio. Solo muovendosi mentalmente si cresce, perché chi si ferma è perduto