L’alchimia ethnorock degli “ORAGE”

E’ come una festa”, di nome e di fatto, il primo Cd  appena pubblicato degli “Orage”, il gruppo valdostano guidato da Alberto Visconti e dai fratelli Remy e Vincent Boniface. Pieno, com’è,  di colori musicali, incanti poetici e, soprattutto, di quella sensazione di leggera follia che è garanzia di autentica urgenza creativa. «Il disco– spiega Visconti- ha due chiavi di lettura: i dodici pezzi si possono ascoltare come canzoni slegate che si reggono singolarmente sulle proprie gambe o uniti, a mò di “concept album”, dal filo conduttore della vita e alle opere di Arthur Rimbaud.» Si parte, infatti, dall’infelice infanzia del poeta francese nella provinciale Charlesville (“La fête du village”, rilettura rock di una canzone della valle di Cogne) per raccontare, poi, dello scontrò con il gruppo dei poeti parnassiani (“E’ come una festa”, resa popolare dal video caricato su YouTube) e dell’ironica accoglienza che il professore Georges Izambard riservò alla sofferta “Le Coeur Supplicié” (“Il novello Anarchista”, ispirata al canto popolare “Il galeone”). «Nacque li’- prosegue Visconti-quel senso di disgusto ed inadeguatezza nei confronti della norma che portò Rimbaud a cercare la compagnia degli sbandati e, tramite una “lunga e ragionata sregolatezza di tutti i sensi”, provare a raggiungere, alchemicamente, una condizione dell’anima superiore.» Se per Rimbaud non diede i frutti sperati, l’alchimia si rivela, invece, perfettamente riuscita nel Cd degli “Orage” nel quale le canzoni di Visconti si trasformano in intrigante ethnorock grazie ad arrangiamenti in cui si fondono le due anime del gruppo: quella rock di Stefano Trieste (basso) e Florian Bua (batteria) e quella etnica di Ricky Murray (percussioni), Matteo Crestani (chitarre e oud) e dei fratelli Remy (violino, organetto, ghironda) e Vincent Boniface (organetto, clarinetto e sax soprano). «Anche se sono io che scrivo le canzoni– confessa Visconti- è talmente forte l’intervento negli arrangiamenti dei Boniface che li ho inseriti come coautori.» Tra gli autori c’è anche lo scrittore torinese Dario Voltolini, che ha riletto la rimbaudiana “Vocali” nella struggente “Queste ferite sono verdi”. Il Cd, autoprodotto, sarà venduto nel corso dei concerti del gruppo. A cominciare da quello del 1° maggio, all’Auditorium del Parco della Musica di Roma, in cui gli “Orage” saranno tra i protagonisti della terza edizione di “Si canta Maggio”, la festa dei canti di lavoro della tradizione popolare italiana organizzata da Ambrogio Sparagna. Nell’occasione Visconti canterà anche “Qu’et arevà” di Luis de Jyaryot, a conferma del filo che unisce Visconti alla parte più nobile del cantautorato valdostano.