La sorprendente musica di “Abnormal”, il secondo Cd degli ABNOBA

Non è un caso che gli “Abnoba” abbiano preso il nome da una dea celtica che proteggeva le fonti. Il gruppo, nato nel 2004, si abbevera, infatti, alle fonti della musica tradizionale. La giovane età ed i gusti musicali del valdostano Vincent Boniface e dei suoi cinque colleghi piemontesi li hanno, però, spinti verso nuove strade, finendo per trasformarla, come ha scritto Roberto Sacchi, “da genere in idea”. Lo dimostra il loro secondo Cd, ”Abnormal”, che il 20 marzo è stato presentato nell’auditorium “Franco Lucà” della Maison Musique di Rivoli. Non a caso, visto che Lucà era stato proprio l’anima del FolkClub di Torino a credere per primo in loro, lodandoli per “originalità, coraggio e sfrontatezza”. Qualità alle quali, dopo l’ascolto delle 14 tracce, si può aggiungere “sorprendenti”, aggettivo raro in una musica come quella folk caratterizzata, in genere, dalla ripetitività. Inattesa è, per esempio, la voce soul di Sabrina Pallini nell’iniziale “Albeena Delight”. O l’atmosfera minimale con cui inizia “Bofonchio”. O, ancora, l’etnofusion di “Self”. Accanto a questi pezzi composti dal gruppo ispirandosi a tradizioni musicali europee, in “Abnormal” ci sono arrangiamenti di antiche melodie già rielaborate da gruppi come Trouveur Valdotèn (di cui Boniface fa parte) o la Compagnia Strumentale Tre Violini. E qui i risultati sono ancora più sorprendenti. Sentire per credere l’incedere “progressive” di “La Mort de la Mie”. O, in “La Barbunota”, il trasfigurare dalla coralità delle  “Voces Nocturnae” nella vocalità jazz di Valeria Benigni. O, infine, il piffero di Stefano Valla che, nella “Monferrina in re”, duetta con la chitarra blues di Paolo Bonfanti. Ospiti che arricchiscono uno “zapping” stilistico vertiginoso reso omogeneo dalla maturità artistica di un gruppo in cui si intrecciano, scambiandosi spesso di ruolo, due anime: quella ritmica di Marco “Mammo” Inaudi (basso), Pietro Numico (tastiere) e Luca Rosso (batteria) e quella melodica di Simone Bottasso (organetto e flauto), Paolo Dall’Ara (cornamusa e flauti) e Vincent “Venso” Boniface (clarinetto, sax soprano, cornamusa e organetto). «Portiamo il nostro mattoncino, fuori dagli schemi e dal tempo, alla costruzione della grande casa che è la musica popolare.- afferma Venso- Musica folk è guardare al passato senza nostalgia, ma vivificandola condividendola col pubblico». Vocazione socializzante che ha visto gli “Abnoba” suonare con successo in Portogallo, Spagna e ai Giochi Olimpici di Torino del 2006 (dove si sono esibiti prima dei “Duran Duran”). Il prossimo impegno è l’11 aprile al teatro Toselli di Cuneo, per il “Festival della Montagna”, con il trombettista Paolo Fresu.