GUINEA PIG: un rock pieno di sapori ed energia

Guinea Pig(by Gaetano Lo presti) IMG_3772

Il “Burrito Grande Exp(losion)” è una tortilla arrotolata ripiena di carne macinata, verdura e spezie varie tipica del confine tra Texas e Messico. E’ stato anche il piatto preferito del gruppo bresciano “Guinea Pig” durante la tournèe americana che nell’estate 2006 li ha visti esibirsi in Georgia, Alabama, Texas e Florida. E’ piaciuto talmente tanto che ne hanno fatto il titolo del loro primo Cd, pubblicato nel 2009, che, come il piatto “texicano”, è un’esplosione di sapori ed energia, in gran parte dovuta alla selvaggia chitarra del leader Stefano Reboli che è affiancato dal bassista Nicola Zanardelli e dal batterista Andrea Sabatti. La stessa energia si è potuta ascoltare il 27 febbraio all’Espace Populaire di Aosta dove i “Guinea Pig” sono stati protagonisti del quinto appuntamento della rassegna “Espace Blues”.«La nostra matrice è il “southern rock”– ha spiegato Reboli- ma per evitare la standardizzazione ci buttiamo dentro del funk, del country e del blues. Un approccio anarchico che fa sì che la musica rispecchi in tutto e per tutto le caratteristiche di ogni musicista. Ne viene fuori una commistione a 360 gradi alla “Gov’t mule” e “Cry of love”, che sono i nostri gruppi di riferimento.» Più di tante parole vale l’ascolto dei pezzi del Cd come le devastanti “The number of my phone” o lo strumentale “Keep on walkin” in cui la lezione hendrixiana è palese. O, ancora, il blueseggiante nonsense “The seventh shot”. «Vi ho usato frasi che non hanno senso perché suonavano bene. In genere, comunque, nei testi parlo di quello che succede nel mio piccolo mondo: dall’amico musicista di “Fat Ball” al “Paperbread Coffee”, titolo che è la traduzione del caffè “Cartapane” di Brescia. Questo pezzo fa parte del prossimo Cd in cui abbiamo puntato sulla forma canzone, con meno chitarra e più melodia come nel blues lentoSunset on the moon” che è il nostro fiore all’occhiello