“COLLEZIONISTI DI ATTIMI” colorano il senso dell’istante

Mai come nel loro caso il nome, “Collezionisti di attimi”, è già una dichiarazione d’intenti. Come ha, infatti, scritto il poeta Mario Calcagno, il gruppo aostano vuole “colorare il senso dell’istante” attraverso l’interazione della musica del chitarrista Daniele Pierini con la pittura del piemontese Domenico Sorrenti. Un connubio che dal 2007 anima happening pubblici in cui i due sperimentano, attorno ad una struttura definita, i possibili flussi di comunicazione tra le loro Arti (con aperture anche al Teatro, al videomaking e a tutto quello che esprima libertà artistica). La sinestesia tra musica e pittura ha illustri precedennti in esperienze- da Kandinskij alla action painting- che, da una parte, perseguivano la percezione di stimoli tramite diverse modalità sensoriali e, dall’altro, valorizzavano una creazione inconscia che riuscisse a toccare il subconscio degli spettatori. «Vivo proteso verso il quadro che mi manca– afferma Sorrenti- quello che mi morde al mattino presto e la sera mi fa storcere il naso, pagando dazio all’imbarazzo… E’ negli smottamenti dal percorso che vengo trafitto dall’ispirazione, con lo sguardo sempre teso più allo sfondo che al primo piano.» Come reazione al malessere dell’artista in una società dove tutto è progettato, Sorrenti (curiosamente formatosi come disegnatore e tecnico industriale) privilegia, infatti, il dinamismo del processo creativo rispetto alla staticità del prodotto finito. «Più che fare esercizi di stile che si concludano con il bel quadro, negli spettacoli cerco, piuttosto, di dare delle impressioni giocando coi colori. Può, quindi, accadere che un quadro cambi più volte, con lo stratificarsi di pittura in un continuo processo di distruzione e ricostruzione.» Pierini, a sua volta, prosegue con questo progetto un cammino iniziato alla fine degli anni Novanta con l’hardcore degli “Encore Fou” e continuato con la musica strumentale de “I Treni all’alba”. «Mentre con i “Treni” i pezzi avevamo una impostazione più rock e canzonettistica– precisa- qui è maggiore l’improvvisazione. Parto da un canovaccio di abbozzi di temi precostituiti che sviluppo improvvisando in base agli input che ci scambiamo. Qualcuno, ascoltandoci, ha detto che quando suoniamo sembra che facciamo l’amore: perdendoci, cercandoci, trovandoci. Sul nostro MySpace (www.myspace.com/collezionistidiattimi: n.d.r.) si possono ascoltare degli “istanti” che danno un’idea dei temi che nello spettacolo vengono però stravolti. E’ difficile riuscire a fermarli in registrazioni audio o video perché vivono dell’immediatezza della performance live.» In Valle i “Collezionisti di attimi” si sono esibiti al “Vikingo” di Valpelline, alla libreria “À la Page” di Aosta ed in occasione della festa di chiusura 2009 del rifugio Sella. Più frequenti i concerti fuori Valle, soprattutto in occasione di inaugurazioni di mostre. Prossimamente saranno al Circolo del lettori di Torino (il 12 febbraio) e a “KunStart 2010”, l’importante fiera di arte contemporanea che si terrà a Bolzano dal 5 al 7 marzo.