JONO MANSON all’Espace Populaire di Aosta

Jono Manson(by Gaetano Lo Presti) IMG_4225Al “CBGB’s“, un Rock club situato nel Lower East Side di Manhattan, è passata buona parte della storia del rock americano degli anni Settanta.  Dai “Ramones” ai “Television”, da Patti Smith ai “Talking Heads”. Sul finire degli anni Settanta vi   mosse i primi passi anche il cantautore Jono Manson. Dapprima con i “Worms”, con cui ogni sera si lanciava in lunghissime jam sessions insieme a membri di “Blues Travelers” e “Spin Doctors”, e, successivamente, da solo, dimostrando subito la stoffa del songwriter di razza. Il talento artistico è del resto di casa in famiglia visto che i fratelli Coen sono suoi cugini, Jono di suo ci ha messo una grande voce, la bravura strumentale e, soprattutto, il dono di saper costruire canzoni che conquistano al primo ascolto mantenendosi in bilico tra rock’n’roll e blues, tra campagna country e passione soul. Per lui si sono scomodati i paragoni con John Hiatt, John Mellencamp o Van Morrison, ma basta ascoltare “Almost home” per capire che Jono è Jono e basta. Il pezzo è inserito nella colonna sonora di “Postman”, film con Kevin Costner in cui, oltre a  scrivere sei brani, interpretò un ruolo. Era la metà degli anni Novanta, il momento discograficamente migliore di Manson che fu messo sotto contratto da major come la “Warner Bros” (per “Postman”) e dalla “A&M” (per la colonna sonora di “Kingpin”, commedia con Bill Murray) . Inevitabilmente, però, il feeling di un artista ruspante come Manson con le grandi case discografiche durò poco. Per sua fortuna subentrò l’interesse di etichette indipendenti come la valdostana “Club De Musique” che da allora ha pubblicato sette suoi Cd. Da questi ha, in gran parte, attinto per la scaletta del concerto  che lo scorso 25 agosto ha fatto all’Espace Populaire di Aosta, nel corso della quale ha confermato grandi qualità esecutive (con la chitarra a 6 e 4 corde), una voce potente e duttile e, soprattutto, un’innato gusto nel comporre che si esprime sia nei pezzi più energici e ritmati che nelle delicate ballate. Tra queste le deliziose “Summertime’s Almost Over” e “This is the place(It happened here)”. «L’idea di questa canzone- ha spiegato- è che le cose belle succedono per sempre». Proprio quello che si auguravano molti spettatori aostani al termine della sua bella  esibizione. Sing it again, Jono! Again, and again anda again…