Virgilio Savona (by Gaetano Lo Presti)

Addio a VIRGILIO SAVONA, lo Zelig musicale del “Quartetto Cetra”

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Virgilio Savona (by Gaetano Lo Presti)Antonio Virgilio Savona è morto giovedì 27 agosto 2009 presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, dove era ricoverato per complicazioni dovute al morbo di Parkinson, malattia di cui soffriva da anni. Era nato a Palermo il 1° gennaio 1920 ed era stato il fondatore e l’anima musicale del “Quartetto Cetra”.

Avevo avuto la fortuna di conoscerlo nel 1995 grazie all’amico comune Mario Pogliotti, lo ricordo riproponendo l’intervista che gli feci in quell’occasione.

«Maestro Savona, permetta che mi presenti: sono Angelo Branduardi e vorrei esprimerle tutta la mia ammirazione per quello che lei ha fatto.» Successe il 19 settembre 1995 in un noto albergo aostano. Protagonisti dell’episodio un emozionato ed intimidito Branduardi (ad Aosta per alcune registrazioni televisive) e l’occhialuto Antonio Virgilio Savona, leader del mitico “Quartetto Cetra”, che il giorno dopo avrebbe partecipato alla conferenza-concerto “Jazz e dittature” ideata da Mario Pogliotti.

Cerri-Pogliotti-Savona (by Gaetano Lo Presti)«Succede sempre così quando incontro i protagonisti della musica leggera italiana di oggi.- mi confessò Savona- Come “Cetra” abbiamo inciso l’ultima volta nel 1990 in un disco di Mimmo Locasciulli. Siamo in stretti rapporti con Teresa De Sio e Rosanna Casale ed Eros Ramazzotti ha confessato che ci adora. Fiorella Mannoia, poi, ci considera i suoi portafortuna. Quando nel 1967 girammo il musical televisivo “Non cantare,spara!” dovevamo andare a cavallo, ma non essendone capaci ricorremmo a delle controfigure: quella di mia moglie Lucia era proprio la Mannoia che aveva solo 13 anni.»

tumblr_m5m1b2a2LI1qj1b4qo1_1280Attestazioni di stima sono arrivate anche dal mondo della musica “seria”. Luciano Berio, per esempio, nel 1983 gli commissionò un lavoro (“L’opera delle filastrocche”) per il “Maggio Musicale Fiorentino” dopo che il figlio lo aveva ossessionato con l’ascolto di “Filastrocche in cielo ed in terra” composto da Savona con Gianni Rodari.

Un affetto che affonda le sue radici nei tanti momenti felici regalati al pubblico italiano. Chi non ha, infatti, mai cantato ”Nella vecchia fattoria”? E chi non ricorda ”Donna”,”Un bacio a mezzanotte”, ”Un disco dei Platters”,”I ricordi della sera”? Francesco Guccini ha paragonato i “Cetra”” ai Beatles e per Cesare G.Romana «furono gli inventori di una formidabile macchina da spettacolo,che partendo dal concetto che ogni canzone è una piccola storia, e quindi può diventare uno sketch, la trasforma in un minuscolo ma vero momento di teatro».

1994-Virgilio-SavonaParadigmatica, a questo proposito, “Biblioteca di Studio Uno”: «Si trattava di parodie di opere famose basate sulla tecnica del “centone” (adattamenti delle parole di famose canzoni) nata negli anni Venti con “Turlupineide” di Renato Simoni, anche se forse ce n’è traccia nelle “Atellane” romane

Per Savona, comunque, musica non era solo passato. Grazie ad una voracissima curiosità musicale si dimostrò aggiornatissimo sulle ultime tendenze musicali. “Favola verde”, un pezzo composto nei primi anni Ottanta che mi fece sentire al piano, si inseriva, precorrendolo, nel filone della New Age. «Sono come Zelig– spiegò- mi interesso e mi impossesso di qualsiasi tipo di musica. Mi piacciono Pat Metheny, Brian Eno, Peter Gabriel. In questo momento mi interesso soprattutto di musica africana ed in particolare di quei musicisti che la contaminano con influssi occidentali.»

Di contaminazioni erano, d’altronde, piene molte canzoni dei “Cetra”. «Abbiamo inventato un sistema di citazioni nelle canzoni simile a quello degli assoli jazzistici. “In un vecchio palco della Scala”, per esempio, c’è l’introduzione della Traviata cantata “a cappella”, cosa allora rarissima, e la chiusura con Mascagni. Ma ci siamo cimentati anche nella canzone popolare e, addirittura, in quella sociale sociale. Nel ’68, infatti, mi feci trascinare dalle ideologie di sinistra di mio figlio con canzoni come “Angela”, dedicata ad Angela Davis, e “Il tuo ritorno” sull’emigrazione

All’incontro era presente la moglie, la mitica Lucia Mannucci, che intervenne solo per rispondere alla domanda sul perché del nuovo boom delle formazioni vocali. «Quando cantavo con i Cetra– spiegò- mi sentivo circondata da un’armonia di voci. Oggi c’è di nuovo voglia di sentirsi avvolti dall’armonia.»