JAMES TAYLOR ad Aosta: una favola finita “in the midnight hour”

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Il commento migliore al concerto che James Taylor tenne la sera del 21 luglio 2009, al Teatro Romano di Aosta, per la rassegna “Aosta Classica” fu il viso felice di Joe Sopala. Anche lui americano (è nato a Chicago), anche lui cantautore (e pure bravo), anche lui, come gli ottocento spettatori del Teatro Tenda, fan sfegatato di Taylor, che, però, non aveva mai avuto occasione di incontrare. «Chi l’avrebbe detto che sarei dovuto venire ad Aosta per ritrovarmelo a cantare a dieci metri di distanza– commentò Joe- Sei anni fa l’avevo visto a San Antonio, in Texas, ma c’erano 50.000 persone tra me e lui. Quì ho potuto apprezzare meglio l’energia che ci mette dentro e l’ho trovato molto più carico e bravo.»TAYLOR IMG_6294-2.jpgUno dei motivi del ritrovato smalto artistico di Taylor era seduto accanto a Sopala nella persona della bionda Caroline “Kim” Smedvig, sua attuale moglie, e dei loro gemelli Rufus e Henry. Familiari ed amici del cantautore americano occupavano, infatti, le prime due file a ribadire le radici semplici e vere che gli hanno permesso di superare momenti difficili (depressione, tossicodipendenza, vicissitudini sentimentali e contrasti con il “music businnes) riflettendosi nella sua musica. «Le mie canzoni- ha detto Taylor-  non passano di moda perché sono vere. Sono nate da una società in evoluzione e ne raccontano i sogni».Taylor IMG_6870.jpgCanzoni che hanno infarcito una scaletta eseguita con grandi musicisti ancora innamorati del loro lavoro, come Steve Gadd e Mike Landau, e minuziosamente annotata a grandi caratteri su una lavagnetta di plastica brandita a mò di imbonitore prima della pausa tra i due set. «Adesso faremo una pausa di 15 minuti, ma tornate perché farò pezzi come “You’ve got a friend” e “Fire and rain”…» Tra le risate di spettatori che non avevano minimamente intenzione di perdersi un solo secondo della sua presenza in un Teatro Romano che nel pomeriggio aveva destato la sua ammirazione. «Di fronte ad un monumento così che ha più di mille anni- avrebbe commentato- le mie vecchie canzoni appaiono molto giovani!» E’ finita con gli spettatori sotto il palco e lui a regalare bis su bis fino alla cover di “In the midnight hour”. Mezzanotte che, come nelle migliori favole, ha concluso l’incanto di un concerto memorabile.TAYLOR IMG_6948TAYLOR JAMES IMG_6715-2.jpgTAYLOR IMG_6981-2.jpg
James Taylor live ad Aosta in “You’ve got a friend”

2 responses to JAMES TAYLOR ad Aosta: una favola finita “in the midnight hour”

  1. ange says:

    Io sono stata al concerto di Lucca, al Summer Festival. Piacevolissimo e generoso lui e la sua band.
    Ciao
    Angela

    • Ciao Ange
      Non so quanti anni tu abbia, ma guardando il tuo blog hai gusti musicali che affondano nel pop rock di qualche anno fa (“My my hey hey”).
      Per chi ama quegli anni James Taylor è un punto fermo.
      E’ stato emozionante ascoltarlo a pochi metri di distanza, e lo è ancora rivedere il video di “You’ve got a friend” che ho messo nel mio post.
      A presto
      Gaetano

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