BRIAN AUGER e l’Hammond: più che uno strumento, un destino

New Oblivion Express IMG_2595Erano il 1963 quando il ventiquattrenne Brian Auger fu colpito dal suono di un disco diffuso dalle casse messe all’esterno del suo negozio di dischi di Shepherds Bush, a Londra. Sì, per essere un organo era un organo, ma era suonato in una maniera assolutamente nuova ed eccitante. Quell’ascolto cambiò la sua vita. «Era Jimmy Smith che suonava l’organo Hammond in “Back At The Chicken Shack “.-ha ricordato prima del suo concerto aostano di venerdì 10 luglio inserito nell’Aosta Blues & Soul Festival- Mi precipitai subito dal distributore londinese e gli dissi: voglio un Hammond. Lui mi vendette, però, un piccolo “L 100″ con cui non riuscivo a suonare le cose che faceva Jimmy. Per fortuna un amico mi diede un disco nella cui copertina c’era Jimmy McGriff che suonava l’Hammond B-3. Con quella foto andai dal distributore e lo convinsi a farlo arrivare da Chicago. Ci sono volute 10 settimane perché arrivassero i vari pezzi che montammo a LondraLo Presti & Auger IMG_1718La novità del suono dell’organo di Auger attirò Long John Baldry, uno già famoso perchè aveva lavorato coi Beatles. Insieme formarono gli “Steampacket”, scritturando cantanti come Julie Driscoll e l’allora sconosciuto Rod Stewart, che fu la prima delle tante rockstar che hanno incrociato la strada di Auger. «Un giorno mi chiamo Chas Chandler, il bassista degli “Animals”, che voleva che prendessi nel mio gruppo un chitarrista blues americano che aveva scoperto. La mia musica con i “Trinity” aveva, però, imboccato altre strade, per cui gli dissi che non ne avevo bisogno, ma che, comunque, si poteva sempre fare una jam per vedere com’era. Il venerdì successivo, in un club di Soho, arrivò questo ragazzo di colore che si fece prestare la chitarra e mi chiese di fare gli accordi di una canzone che non conoscevo: “Hey Joe”. Poi partì sicuro anche se tra il pubblico c’era gente come Eric Clapton, Jeff Beck, Alvin Lee e Stevie Winwood. Alla fine eravamo tutti sconvolti. E Clapton più di tutti, tanto che disse: Mio Dio, sono finito. Quel chitarrista era Jimi Hendrix.»La musica che Auger faceva all’epoca coi “Trinity” lo fa oggi annoverare tra i pionieri del jazz-rock. Non è, infatti, un caso che nel 1968 sia stato il primo artista pop ad essere chiamato al Montreux Jazz Festival. «Avevo avuto l’idea di formare con la cantante Julie Driscoll un gruppo che usava i ritmi di r’n’b e funky dei dischi della Tamla Motown mettendoci sopra le armonie e l’improvvisazione jazz. Un po’ quello che farò stasera ad Aosta con i “New Oblivion Express” nel concerto che apre la mia tournèe europea. Devo molto alla musica nero-americana ed ho spesso fatto delle versioni di canzoni dei miei idoli, stupendomi ogni volta che avessero più successo degli originali. Finchè una volta Herbie Hancock, uno di questi idoli, mi ha spiegato che era dovuto al nuovo sound “british” con cui le arrangiavo.»  Quello stesso suono che lo ha fatto tornare in auge negli anni Novanta sull’onda dell’Acid Jazz e che, la sera del 10 luglio, ha entusiasmato il pubblico dello stadio Puchoz dove si è esibito con una band a conduzione familiare che comprendeva i figli Karma (batteria) e Savannah (cantante).

Auger IMG_2659Auger Savannah IMG_2243Auger Karma IMG_2752

Il video di “Pavane” eseguita ad Aosta

About these ads

3 pensieri su “BRIAN AUGER e l’Hammond: più che uno strumento, un destino

  1. Grazie per l’eccellente e davvero magica creazione con i filmati sull’Hammond, Brian Auger, J. Smith, Emerson, etc… non sono un nostaligco ma ho vissuto il periodo magico dell’Hammond… il mio Hammond, del 1959, appena acquistato stato inaugurato da Jimmy Smith in un Concerto al Teatro Lirico di Milano nel 1969, una grande sorpresa per i miei amici musicisti dell’epoca con i quali suonavo allora, Mauro Pagani e Giorgio Cordini del JB Club di Brescia, invitati al cocerto di J. Smith al Lirico non sapevano ancora che quel meraviglioso Hammond A 100 era mio… oggi stavo cercando cose su Brian Auger, un vecchio amico, e sono felice di aver trovato questo sito.
    Grazie di nuovo per l’eccellente lavoro.
    Pier Paderni

  2. mai sentito niente di meglio!
    gradirei avere lo spartito musicale originale, dato che anch’io possiedo un Hammond B3, com Laslye originale e mi piacerebbe suonarla.
    Grazie Tiziano

    • Ciao Tiziano,
      scusa il ritardo… ero un p in giro e non sono “virtuale” quando giro…
      si la Pavane di Gabriel Faur un pezzo di effetto e Auger la suona molto bene… purtroppo non ho sotto mano la partitura e io, come si usava megli anni 60. mi sono tirato gi tutto il pezzo direttaemnte da una incisione dal vivo che avevo fatto ma non l’ho mai trascritta,… il B3 esattamente lo strumento che usava Auger nel 1970, 71,72 etc. quando ho sntito da lui per la prima volta la pavane e su usava anche un eccellente amplificatore Orange… non credo sia difficile tirare gi a orecchio il tutto a patto di avere una registrazione abbastanza pulita… buona fortuna e complimenti per il tuo B3… se vuoi vedere il mio A 100 vai a http://users.libero.it/magisterludi/index.html/andromeda03.html

      ciao
      Pier

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...