CHIARA CIVELLO: l’importanza dello “space between (lo spazio tra)”

Il 15 giugno 1975 è nata a Roma la cantautrice Chiara Alessandra Civello. Le faccio gli auguri riproponendo un’intervista che fattale nel luglio 2008, in occasione di un suo concerto per “Aosta Classica“.

Chiara Civello P7190086Chiara virgola Alessandra Civello. La cantautrice romana, che ha aperto il concerto di Mick Hucknall il 19 luglio al Teatro Romano di Aosta, racconta che, tratta in inganno dal “burocratese” di un documento anagrafico, da piccola pensava che “virgola” fosse il suo secondo nome. Sarà anche per questo che nella sua musica tanta importanza ha “the space between (lo spazio tra)”. Al punto che ha dato questo titolo al suo ultimo Cd. «La musica– ha detto dopo l’esibizione- è spesso vista come una progressione di note, io, invece, amo vederla come una progressione di pause. Nel costruire le canzoni, più che riempirlo lo spazio tendo a lasciarlo vuoto. E’ lo spazio che ti fa percepire meglio la realtà, che ti fa sentire la mancanza di qualcuno, che non ti fa dire tutto subito ma poco a poco, mentre il bisogno di dirlo si intensifica.» Civello Chiara P7190004Gli spazi, Chiara, sa benissimo anche superarli. Dalla natia Roma si è, infatti, trasferita giovanissima negli Stati Uniti: dapprima a Boston (per studiare alla Berklee School of Music), e, poi, a New York. «Bisogna sempre andare via dalle abitudini e dalle cose che già si sanno, per avventurarsi, con un po’ di paura, verso l’ignoto. Ho fatto molte esperienze diverse perché sono convinta che più ci si perde più ci si trova.». Ci si trova, ma, anche, si trova. Si spiegano, così, i suoi strabilianti incontri artistici. «La vita è l’arte dell’incontro. Io sono una professionista di momenti, perché, riuscendo a vivere i momenti in un certo modo, ho fatto incontri importanti. Quello fondamentale è stato con il percussionista Jamey Haddad che mi ha presentato Russ Titelman, che è nel 2005 ha prodotto “Last Quarter Moon”, il mio debutto discografico per la “Verve”. Sono stata, così, la prima italiana a firmare un contratto con l’etichetta di Louis Armstrong ed Ella Fitzgerald. Con lui mi si sono aperte molte porte. Ho, per esempio, conosciuto Burt Bacharach. Russ gli ha mandato la mia “Parole incerte” e lui ha voluto conoscermi. Così abbiamo scritto insieme “Trouble”.» Dopo avere realizzato il suo “american dream”, adesso la Civello sta lavorando all’”italian dream”. «Voglio commuovere tanti animi in Italia quanti ne commuovo all’estero.- conclude- Ho appena registrato il duetto “L’ironia di sempre” per l’ultimo Cd di Pino Daniele, con cui ho cantato allo Stadio “San Paolo”. E, poi, ho progetti enormi. Tutto grande, grande, grande… non c’è un limite.»