EDDY OTTOZ: il re degli ostacoli che non ama le barriere

 

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ottoz eddy _i0004e2Il 3 giugno 1944 è nato a Mandelieu-La Napoule, in Francia, Eddy Jean Paul Ottoz, una delle maggiori glorie sportive valdostane.

La sua fama è nata negli anni ’60, quando, pur essendo “non ergonomico, mancino, sinistro, maldestro”, è stato uno dei massimi specialisti mondiali del 110 metri ad ostacoli, vincendo due campionati europei (nel 1965 e 1969) e la medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 1968 di Città del Messico con il tempo di 13″46  (record italiano battuto solo nel 1994 dal figlio Laurent).

Grandi risultati ottenuti grazie all’eccelsa tecnica di superamento dell’ostacolo che gli permise di sopperire ad una mediocre velocità di base. Tecnica messa a punto con l’allenatore Sandro Calvesi (di cui ha pure sposato la figlia Lyana). «Se un gesto è bello e armonioso– gli ripeteva- allora è anche tecnicamente corretto, il brutto è sbagliato».

Chiusa la carriera ad appena 25 anni, di barriere non ne ha voluto più voluto sapere. In tutti i sensi. ”Libertario, liberista, libertino, ma non ancora liberato”, ha sfogato il suo multiforme ingegno spaziando dall’imprenditoria al sincretismo alessandrino, dalle motociclette all’informatica, dal giornalismo alla politica. In quest’ultimo campo, pur essendo stato consigliere regionale per due legislature, non è stato aiutato dalla tendenza a cantare fuori del coro («non capisco chi sia stonato, se io o il coro?», afferma) ed il fatto di detenere «il record mondiale della battuta sbagliata al momento sbagliato».

Photo edited with http://www.tuxpi.comIn altri contesti ne ha fatte di memorabili, come quella citata dal “New York Times” circa i dubbi che circondavano le prestazioni di certe atlete dell’Est: “italian men and russian women never shave before competition”.

Ha fatto più mandati nella giunta del Coni”, ma, siccome “partecipa ma non appartiene”, «quando necessario coltiva un sano disprezzo per i vertici della federazione di atletica, ritenendo che abbia bisogno (ma non solo lei) di grandi cervelli e non di un cervello grande».

Siccome, poi, «errare humanum est, bloggare diabolicum» è responsabile del vivace blog “appropó – la versione di Eddy (http://appropo.blogspot.com).

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