RON: da quarant’anni al centro della musica

Ron blogA stare “al centro della musicaRosalino Cellamare, in arte Ron, è abituato da quarant’anni. Al punto da avere scritto una canzone con questo titolo, che, con almeno una dozzina di altri successi (da “Anima” a “Io ti cercherò”, da “Piazza Grande” a “Non abbiam bisogno di parole”), è entrata nel Dna musicale degli italiani. Canzoni che si sono dimostrate infallibili anche nel corso del concerto che, accompagnato solo da una corista, Ron ha tenuto  venerdì 29 maggio nella Sala Gran Paradiso del Grand Hotel Billia di Saint-Vincent. «Mi ricordo– ha confidato prima del concerto- che dormii in quest’albergo nel 1971, quando partecipai al Disco per l’estate con “Il gigante e la bambina”. RON 2 blogAll’epoca il pezzo venne censurato perché parlava di uno stupro, adesso, invece, sono sicuro che scatenerebbe l’interesse dei media che sono affamati di ogni possibile legame con la cronaca. Anche se, poi, si arriva ad eccessi come nel 2007, quando, mentre promozionavo un Cd, sapendo che abito a Garlasco i giornalisti mi chiedevano: secondo lei chi ha ucciso Chiara Poggi?» … Le canzoni sono come delle spugne che assorbono gli umori del mondo che li circonda. E’ forse per questo che in questi anni per niente facili è sempre più difficile comporre belle canzoni? «Può darsi. Certo che qualche anno fa era tutto più aperto e si puntava sulle canzoni. Adesso, invece, si punta sui cantanti che al momento funzionano mediaticamente, in particolare quelli dei talent show. Le radio trasmettono solo loro, mentre è difficile sentire canzoni nuove dei cantautori della vecchia guardia come me, Dalla e  De Gregori. Di noi trasmettono solo quelle di repertorio che la gente conosce già. Nel mio ultimo Cd ho cantato “Quando sarò capace di amare”, un pezzo molto bello di Gaber, ma le radio non l’hanno passato per cui la gente non sa che esiste. Quando, però, lo faccio in concerto sento una grande emozione nel pubblico. Se, come succede adesso, non si ha la possibilità di fare passare in radio o Tv le nostre nuove canzoni queste rimarranno in un limbo da cui chissà quando e se usciranno.» C’ è qualcuno tra i nuovi cantanti che stima? «Credo in Giusy Ferreri che conosco da una decina d’anni perché è venuta nel mio studio a registrare alcune sue canzoni. Quando le canta sembra di trovarsi di fronte ad una Annie Lennox italiana, peccato che non gliele facciano fare perché chi la gestisce preferisce puntare su cose più facili.» Come vede il suo futuro? «Adesso che è scaduto il mio contratto con la Sony farò il “musicista fai da te” con la mia etichetta “Le foglie e il vento”, e appena avrò un progetto valido lo proporrò a chi crede ancora ai lavori che hanno un pensiero dentro. Ho preso atto che, purtroppo, non posso mettermi in competizione con personaggi sostenuti dal grosso business musicale, per fortuna, però, ai concerti sento che la gente si è stufata delle cose di plastica e torna ad amare le cose belle e vere

Ron e Biagio Antonacci cantano “Al centro della musica