ARTE (3) La pittura morale di ITALO MUS

Mus Italo 308-AC

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Mus-DSCN8657Il 15 maggio 1967 moriva a Saint-Vincent Giuseppe Italo Mus, uno dei più importanti pittori valdostani.

Nato a Chàtillon il 4 aprile 1892, la sua carriera era decollata nel 1938 sua generazione. Aveva frequentato quando il critico d’arte milanese Guido Marangoni, in villeggiatura a Saint-Vincent, aveva visto alcune sue opere e, in un articolo sulla rivista d’arte “Perseo”, lo aveva definito «pittore di grande talento». Vinto nello stesso anno il Premio Bergamo, Mus si era inserito tra  i migliori artisti italiani della Carrà, Ligabue, MorandiDe Pisis era stato spesso suo ospite a Saint-Vincent.

Mus ItaloMungitrice in grigio-1940Così Francesco Nex, l’altro grande pittore valdostano, si era espresso su Mus nella biografia “Francesco Nex-Ricordi, sogni, riflessioni” da me scritta nel 2004.

«Mus era un bravo tipo che viveva di pittura, per cui ha fatto una vita grama finchè non ha avuto quel colpo di fortuna di vincere un premio a Bergamo. Gli mancava la cultura, ma era un artista nativo che la pittura ce l’aveva nel sangue… Capiva che certi movimenti artistici moderni erano importanti, e avrebbe anche voluto entrarci, ma non era nella sua mentalità e nella sua cultura… La sua era una pittura morale, fatta di quei bei quadri di contadini valdostani che durante il fascismo piacevano tanto perché esprimevano tutta la cultura del campagnard. La dittatura fascista era ridicolamente contadina: le scarpe grosse del contadino davano un segno di forza ed attaccamento alla terra che, all’epoca, erano i valori in auge… Mus Italo 1360683001bLa sua ultima produzione è poco nota, ma gli vidi fare delle cose molto belle. Ricordo, per esempio, un San Francesco che era di una materialità trepida… Con Mus ci siamo frequentati un bel po’. Abbiamo fatto anche delle mostre insieme, come quella del 1958 al Salone Ducale del Municipio di Aosta. L’ho, perfino, aiutato a fare certi lavori, come, per esempio, alcune decorazioni per il Casinò, e ne sono venute fuori delle cose che stavano a metà strada tra me e lui. Indubbiamente io ho un disegno molto più forte, mentre lui andava più per masse, ma la differenza principale tra noi è che lui copiava a modo suo la realtà, mentre a me è sempre più interessato inventare seguendo le mie fantasie».

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