La Vallée dei piccoli mostri secondo BEPPE GRILLO

Era una Valle d’Aosta “strana” quella analizzata da Beppe Grillo all’inizio dello spettacolo “Va tutto bene” che tenne il 18 settembre 2002, in un Palais Saint-Vincent stracolmo. Una regione che, dietro la facciata ricca e felice di “Valle dell’Eden”, nascondeva un’“ansia a Statuto speciale” e i drammi della solitudine (“vi conoscete tutti, ma siete soli”). Risultato? Mostri come quelli che avevano generato i delitti di Cogne e Brissogne (due bambini annegati dalla madre nel laghetto di Les Iles, a Brissogne, nel giugno 2002: n.d.r.). E, a giudicare dalle risate e dagli applausi dei presenti, il “Savonarola del terzo millennio” sembrò avere colto nel segno, perché, come sosteneva Shakespeare, “il successo di una battuta giace nell’orecchio di colui che la ascolta e mai nella lingua di colui che la fa”. Ricordiamo, quindi, alcuni passi della sua analisi. Ecco la Vallée del 2002 secondo Beppe Grillo.

BILINGUISMO– Qui parlate una lingua strana, che neanche voi capite. Perché non è il patois, è il calabrese la lingua più parlata della Val d’Aosta. E, poi, c’è il bilinguismo, che, come dice il mio amico Gianni Barbieri, è non dirsi un cazzo in due lingue. Hanno fatto un concorso per assumere tre necrofori all’obitorio dell’Ospedale di Aosta. C’erano tre posti e si sono presentate tre candidati. Ne hanno preso uno solo, perché due non sapevano il francese Ma con chi cazzo dovevano parlarlo? Con i morti?

CASINO’– La Regione ha deciso di comprare il Billia. Per soli 130 miliardi, che vi diamo noi, brutti schifosi che non siete altro. Così si ritornerà ad una situazione fluida tra Casinò e Billia. Fluida: cioè i clienti entreranno al Billia e, poi, con il tunnel sotterraneo, andranno al Casinò, dove gli faranno un culo così e, poi, opps, subito sull’autostrada

TRAFORO DEL MONTE BIANCO (che all’epoca era chiuso dopo il rogo del 24 marzo 1999: n.d.r.) – Adesso il buon ministro Lunardi ve lo riaprirà senza il senso unico alternato: a 140 TIR l’ora, che, poi, sono 3600 TIR al giorno. E voi respirerete un pochino di meno, ma che cazzo ve ne frega, tanto potrete respirare in due lingue. E intanto di là, a Chamonix, dove parlano il francese, quello che rompe les coglions è che là manifestano, là vanno in piazza, ed i politici decidono da che parte stare.

DELITTO DI COGNE– Questo caso ha invaso l’Italia di trasmissioni. Bruno Vespa, detto anche “chi striscia non inciampa”, ci ha fatto ben dieci puntate di “Porta a porta”. Ha, persino, fatto doppiare da un’attrice la Franzoni, che, dicono, abbia venduto a Maurizio Costanzo i diritti per la fiction sul delitto. Lì la moglie di Rutelli, la Palombelli, si è espressa con particolari agghiaccianti sul delitto. Come ha fatto la Franzoni- si è chiesta- a portare il bambino verso l’elicottero senza accorgersi che non aveva mezzo cervello? E se lo chiede proprio lei che è anni che vive con uno che il cervello non ce l’ha mai avuto. E questi poveri giudici di Aosta, messi con 18 telecamere sulla faccia, esprimevano del disagio. Con la povera Procuratrice, che sembrava la mia pedicure, messa alle strette. Ma quando si mettono delle telecamere dentro un tribunale si sfascia la giustizia, perché la giustizia che traspare dal piccolo schermo diventa l’unica forma veritiera di realtà. Lo ha capito l’avvocato Taormina: con lui siamo ad un livello basso di professionalità, ma altissimo come veicolo della grande verità televisiva. Ha capito i mezzi con cui si deve difendere. Ma se si devono difendere con quei mezzi lì, allora io non credo più a un cazzo…Io sono l’unico a sapere chi è l’assassino di Cogne. E’ il sindaco. L’abbiamo visto tutti in televisione vestito da lappone. Era quello con quella faccia così (e Grillo fa una smorfia: n.d.r.) che ripeteva: non ci sono mostri nella mia Valle”. Invece in Valle, in un certo senso, siete dei piccoli mostri. Quando tutto va bene, allora i mostri rimangono dentro. Ma, prima o poi, il mostro viene fuori… soprattutto quando non nevica.