BEVO JÄGERMEISTER PERCHÉ…

Bartali-Endrigo Untitled-3.jpgBevo Jägermeister perché…”.  Completato da una battuta, questo slogan caratterizzò la campagna pubblicitaria che, negli anni Settanta, lanciò il Italia questo amaro tedesco a base di erbe. In ogni inserzione c’era in primo piano un personaggio con in una mano la bottiglia e nell’altra il bicchierino che pronunciava una battuta che cominciava sempre con “Bevo Jägermeister perché…”.

Jagermesister IMG_20150413_0001La fantasia dei pubblicitari fu aiutata da un concorso che invitava il pubblico ad inviare frasi, le più divertenti delle quali vennero pubblicate. La pagina dell’inserzione era completata dallo slogan: “Amaro Jägermeister. Costa un po’ di più, piace un po’ di più” e, in alto, dal progressivo (”Di tutti il duecentosessantanovesimo”, “Di tutti, la seicentocinquantasettesima”, eccetera).

1 bevo-jagermeister-2Il “riduzionismo ipersemplificazionista” delle migliaia di inserzioni pubblicitarie pubblicate negli anni riuscì a imprimersi nella memoria di milioni di italiani che ancora  ricordano la pubblicità con affetto e nostalgia. A distanza di anni rappresenta anche un interessate spaccato della società italiana dell’epoca, con le prime ragazze punk (“Bevo Jägermeister perché meglio tinta che tonta”) ed i primi ecologisti (“Bevo Jägermeister perché anche questo Natale sotto l’albero ho trovato le radici”).”Untitled-4.jpg

Tra le tante parodie spicca quella di un graffito su un muro romano: bevo jagermeister perchè spero che tra 56 erbe ci sia anche la marijuana .Untitled-5.jpg

A metà degli anni Novanta lo slogan fu ripreso, adattandolo ai tempi, in uno spot che vedeva protagonista Raz Degan: “Non bevevo Jägermeister. Perché? Perché?… Sono fatti miei”.Untitled-6.jpgjagermeister-barba-blogUntitled-7

Taggato con: