LINO GIUSTI: «il fenomeno IKEA è tutto una montatura»

peppa-napa1lino-giustiPer uno che è nato il primo d’aprile il destino è segnato: scherzi, battute, lazzi, e, ancora, scherzi. «Sono sempre alla ricerca di nuovi spunti umoristici- confessa, infatti, Lino Giusti– nuove battute, che freneticamente trascrivo in numero copiosissimo su qualunque foglio di carta mi passi tra le mani, persino sulla carta igienica!» Se a ciò si aggiunge che trattasi di un siciliano, allora il quadro si fa completo. Perché, come spiega, «Il popolo siciliano ha dimostrato, attraverso i secoli, di possedere nel proprio genoma e, direi, anche nel proprio gecognoma, il senso dell’umorismo. Da Epicarmo di Siracusa, che nel 500 a.C. istituì il tipo del “Buffo” nel teatro comico italiano, alla maschera di Peppe Nappa, il servo estroso e svagato, che causa delle situazioni comiche culminanti in solenni randellate. Per continuare, poi, con  Pirandello, Angelo Musco, Pino Caruso, Turi Ferro, Franco e Ciccio, Nino Frassica, Leo Gullotta, Ficarra e Picone, Sasà Selvaggio e, dulcis in findus, la new entry Emilio Fede (a me fa ridere).» Giusti ha finora pubblicato tre libri: “Anche i Siciliani in due tentano di ridere”(1993), “L’Irco di Noè e 3 omini in Arca”(1994)  e “L’ultimo chiuda la morta!!!” (con Antonio Di Stefano). Vi si muovono modelle “senza testa né moda”, Buddisti che si battono per la “libertà di pagoda” e kamikaze che non lasciano “nulla di attentato” (tanto se disoccupati c’è la “cassa disintegrazione”). Il futuro della scuola? Io scuolerò. E, come sono soliti dire i giardinieri, “Ed è subito serra”.

Comunicazione di disservizio:   per conoscere meglio Lino Giusti cliccare su        http://www.linogiusti.it

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