Il TERREMOTO ABRUZZESE? Un sisma maleducato, che si annuncia emettendo gas (di LIA CELI)

Terremoto in Abruzzo, cominciano ad emergere le prime responsabilità. E  l’accusato numero uno è lui, il SISMA: ha sorpreso tutti nel sonno, senza preavviso, nell’era della comunicazione globale, quando nessuno fa più uno sternuto senza anticiparlo con un video su Youtube o almeno con due righe su Twitter. Secondo il responsabile della Protezione civile BERTOLASO, lo sciame sismico che da due mesi interessava l’Abruzzo e le emissioni di radon segnalate dal laboratorio del Gran Sasso non bastavano per parlare di catastrofe annunciata: «E un sisma, in uno dei paesi più industrializzati del mondo, crede di farsi prendere sul serio annunciandosi con tremolii e nuvolette di gas? Gli costava tanto mandare un sms?» A dire la verità, nei giorni scorsi la polizia abruzzese fa aveva intercettato un’inquietante telefonata tra la faglia appenninica e quella adriatica: «Sono sconvolta da sommovimenti profondi, mi sa che nella notte fra domenica e lunedì provocherò un terremoto a l’Aquila. Spero di non fare troppi danni», diceva una zolla, e l’altra: «Non preoccuparti, è zona notoriamente sismica, gli edifici saranno stati messi in sicurezza da un pezzo

MARCO PAOLINI: “Signora Tatcher, lei di fuori sarà pure di ferro, ma di dentro è di… merda”

margaret-thatcher-50001Sono passati trenta anni da quel 4 maggio del 1979 in cui Margaret Thatcher diventava primo ministro inglese. Rimasta al numero dieci di Downing Street fino al 28 novembre del 1990, ancora oggi è ricordata per lo scossone che le sue riforme hanno dato alle conquiste dello stato sociale, ponendo le basi per l’avvento della nuova economia del mercato globale. paolini-dscn8981Anche per questo, nello spettacolo «Miserabili- Io e Margaret Thatcher»- che il 17 luglio 2007 aveva rappresentato in un Teatro Romano di Aosta stracolmo, l’attore Marco Paolini l’aveva scelta come interlocutrice virtuale per passare in rassegna, con amara ironia, i danni causati da questa economia sregolata e deregolata. Lei, la Lady di ferro, che aveva proclamato “non esiste più società, ma solo uomini, donne, bambini”, attirandosi più di qualche maledizione (“Signora Tatcher, lei di fuori sarà pure di ferro, ma di dentro è di… merda”). A mò di virtuale, simbolica, vendetta l’istrionico Paolini, col suo teatro civile, era riuscito per due ore a ricompattare un migliaio di solitari e precari consumatori valdostani, facendogli  prendere (o riprendere) coscienza del loro stato di uomini “sup-postmoderni”, prigionieri della “sindrome consumista” che privilegia la transitorietà e la novità a scapito della durata e della memoria. Quella stessa che porta ad aberrazioni surreali del tipo: «Norma, vieni alla festa del 1° maggio? Va bene…ma quand’è?». «La diretta filiazione della filosofia della Tatcher – ci aveva spiegato Paolini- è che ogni genere di valore che sia anche solo leggermente fuori del mercato non conta. Viviamo in un mondo in cui l’economia ha uno strapotere, e quando un potere è troppo forte l’abuso è già cominciato. Le vengono riconosciute caratteristiche di apoliticità e scientificità, ma l’economia è, invece, una scienza non oggettiva fortemente condizionata dalla storia: si va a cicli, non è un caso che Tremonti all’opposizione sia diventato un pò più keynesiano».  Non crede che, spesso, in questo tipo di spettacolo di impegno sociale l’attore o il comico che “le cantano chiare” vengano, da una parte, caricati di troppe responsabilità, e, dall’altra, ciò produca una certa deresponsabilizzazione negli spettatori? «So che cosa può fare un attore, io.- aveva ribattuto- Per cui cerco di “non pisare fora dal bocal”. Anzi, ogni volta che provano a caricarmi di altri valori, mi defilo. Quello che devo dire lo dico sul palco, e se non riesco a farmi capire non vale la pena che mi spieghi».

Il “primitive rockabilly” dei valdostani “BOTTLE ROCKETS”

bottle-rockets_con_marilyn_84Anche se non tutti sono d’accordo, la nascita del rock’n’roll si fa risalire al 12 aprile 1954, quando  negli studi “Pythian Temple” di New York Bill Haley registrò “Rock Around the Clock”. Quel giorno era impossibile immaginare quali conseguenze quel pezzo avrebbe avuto nella storia della musica. Ancor più fantascientifico pensare che 55 anni dopo quella data sarebbe stata festeggiata a Mosca, la capitale dell’acerrimo nemico russo. La sera di sabato 11 aprile 2009, invece, è stato l’enorme “XO Club” moscovita ad organizzare il concerto “Happy Birthday Rock ‘n Roll” nel corso del quale si sono esibiti 5 gruppi di rockabilly. Quattro di questi erano russi, mentre il quinto, i “Bottle Rockets”, era italiano e faceva capo al valdostano Stefano Enrietti. «Il contatto è avvenuto tramite internet.- mi ha spiegato- Oleg Berezin degli “Alligators” ci ha scoperti attraverso il nostro sito “MySpace”. E dopo essere venuto a vederci, nel settembre 2008, alla Festa della birra di Hone, ci ha scritturati». I “Bottle Rockets” sono, infatti, uno dei migliori gruppi italiani di “primitive rockabilly”, quello legato alle origini di questo antenato del rock’n’roll sviluppatosi nei primi anni Cinquanta nel Sud degli Stati Uniti dalla fusione tra Rhythm & Blues e Country. «Facciamo una musica quasi di ricerca, perché, a parte qualche pezzo di Elvis Presley, Johnny Cash e Roy Orbison, andiamo a cercare 45 giri di gente che magari ha fatto solo un successo». Filologica è anche la strumentazione usata, composta da contrabbasso (Stefano Enrietti), batteria (Roberto Mussetto) e chitarra semiacustica (la “Gretsch” di Giovanni Fassio). A dare al tutto un tocco ancora più “vintage” è la calda voce di Marcello Crotta (anche chitarra ritmica). «Io e Marcello- ha ricordato Enrietti- ci siamo conosciuti il giorno di Capodanno 2003. Io ero reduce da esperienze di musica tradizionale, e volevo tornare al rock, e il rock suonato col contrabbasso è il rockabilly». Dopo un rodaggio come duo, il gruppo si è allargato alla formazione attuale cimentandosi in concerti in Toscana e, soprattutto, Lombardia che è la regione leader per questo genere musicale. «Lì ai raduni, oltre a ballare, i partecipanti arrivano con macchine e moto d’epoca. Molto curato è il look fatto di pantaloni ampi con pense, camicie con colletto grosso, “two tone shoes” (scarpe bicolori: n.d.r.) e, soprattutto, tanta brillantina».

Per maggiori informazioni e l’ascolto di alcuni brani cliccare sul sito http://www.myspace.com/bottlepoirockets