La straordinaria storia del DAHU

dahu-dscn8782«Il Dahu è una “palla”, ma se la racconti bene tutti ci credono». Parola di Agnese Molinaro, che sul leggendario animale alpino costruì nel 2006  lo spettacoloLa straordinaria storia del Dahu”.


Per chi non lo sapesse, ricordiamo che l’insolito quadrupede, per adattarsi all’ambiente di montagna in cui vive, avrebbe subito una particolare mutazione genetica che farebbe sì che abbia due gambe laterali più lunghe delle altre. Sarebbe, quindi, condannato, pena la caduta, a muoversi sulle pendici dei monti valdostani sempre nello stesso senso.

Partendo da questo canovaccio, la Molinaro ed il drammaturgo Fulvio Vergnani hanno costruito una deliziosa operina destinata a “bambini e turisti curiosi” (ma non solo), interpretata con brio dai bravi Paola Bortolotti e Beppe Bonavolontà, aiutati dalla fisarmonicista Chadée Chappoz .

«Non avendo degli autori teatrali valdostani- spiega la Molinaro- per creare dei nuovi spettacoli si finisce per ricorrere al leggendario alpino, un elemento trasversale del quale è sicuramente il Dahù. Non a caso Daniele Lupo Jallà ed Enrico Camanni lo hanno fortissimamente voluto al Forte di Bard, dedicandogli una stanza del “Museo delle Alpi”. Forti della cospicua bibliografia francese, che lo ha collocato addirittura sulle piramidi d’Egitto, abbiamo cercato di vedere il Dahù su altre montagne e da altre angolazioni».

Eccolo, quindi, comparire sul Vesuvio (“È un insulto chiamarlo animale– recita Bonavolontà- quello tiene sentimento, tiene un cuore così”). Oppure diventare il simbolo della diversità. «Perché il Dahù– conclude la Molinaro- può diventare tutto ciò che non siamo ma vorremmo essere, ed il Dahù è dovunque, purché uno sia disposto a vederlo».