ORNELLA VANONI: proviamo anche con Dio, non si sa mai

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERARaffreddata lei e freddino il pubblico.  La tappa valdostana del “Più di Me Tour”, che il 24 aprile 2009 toccò la Sala Gran Paradiso del Grand Hotel Billia di Saint-Vincent, si rivelò, così, non proprio memorabile per Ornella Vanoni (nata a Milano il 22 settembre 1934).

«Mi sento più giovane rispetto a qualche anno fa. – mi aveva detto prima del concerto- Adesso non ho più paure e mi sento più libera, per cui esce fuori la mia parte giocosa e ironica. Incoscienza ed allegria che si esprimono anche durante i concerti. Se ne sento il bisogno mi tolgo le scarpe, mi gratto il naso…»

Cantò, anche, canzoni come “Il gorilla” di Brassens-De Andrè che non sembrarono proprio nelle sue corde.

1 Gino_Paoli_e_Ornella_Vanoni_nel_1963Molto meglio quando tornò ai suoi infallibili cavalli di battaglia, in cui ripercorse mezzo secolo di esperienze condotte sempre da protagonista, passando dagli esordi teatrali con Strehler (“Ma mi”) alle melodie di stampo popolare (“Roma nun fà la stupida stasera”), dalla grande canzone d’autore italiana alla saudade brasiliana.

Nei testi, osservai, sembra, di leggere spesso una sorta di diario intimo. Non le sembra, per esempio, che parole come “proviamo anche con Dio, non si sa mai” sembrino preconizzare la sua recente conversione alla Chiesa Evangelica?  «E’ quasi profetica rispetto a questa mia rinascita legata all’incontro con Gesù che sta alla base della mia nuova giovinezza.- rispose-  Anche la mia voce è molto più rilassata per cui posso fare molte più cose di prima.»

1 Vanoni e Mina imageCome la sua grande rivale Mina, ha sempre avuto un grande fiuto nella scelta del repertorio. Quando ha ascoltato per la prima volta canzoni come “Tu sì ‘na cosa grande” o “Senza fine” ha capito subito di avere tra le mani dei capolavori? «Non sempre, ma quando, per esempio, cantai per la prima volta “Roma nun fa la stupida” capii subito che era bellissima. Quanto a Mina, io ho sempre avuto un fiuto particolare a scegliere canzoni di un certo tipo, lei, invece, a scegliere canzoni commerciali che la facessero vendere molto.» Si intuì, insomma, come il fatto che il duetto con Mina inserito nell’ultimo cd “Più di me” si intitolasse “Amiche mai” non fosse puramente casuale…

OLYMPUS DIGITAL CAMERADurante lo spettacolo la Vanoni recitò anche due monologhi: uno sul padre ed uno sui tacchi («è una cosa ironica sul come si cammina male sui tacchi»). Lei ha iniziato ed ha fatto a lungo teatro, non le sembra che adesso alle cantanti, pur fornite di bellissime voci, manchi la capacità di stare sul palco? «La colpa è dei promoter e dei manager, perché non si organizza un tour teatrale per ragazze che hanno fatto solo un disco che ha riscosso un po’ di successo ma che non sanno riempire il palco e nemmeno raccontare le canzoni. Non si fa!»

1 vinicius                                                                          Sono sempre più quelli che dicono che la “musica è finita”, cosa ne pensa? «Secondo me la Musica viene troppo usata. Dal punto di vista creativo, ogni tanto capita di sentire cose belle ma il grosso non è certo di qualità. Tutto è, ormai, omologato, televisivo, freddo. D’altra parte non è più di qualità neanche la letteratura: per trovare un bel libro scritto bene bisogna fare i salti mortali. Solo che la letteratura è ritenuta Arte per cui i libri pagano il 4% di Iva, mentre i Cd ne pagano il 20%, come se fossimo un profumo o una cosa inutile. Mentre, invece, se si togliesse la musica alla vita non ci sarebbero più sfilate, commedie, film del terrore… non ci sarebbe più niente.»

Ha partecipato più volte al Disco per l’Estate di Saint-Vincent, lanciandovi, nel 1972, “Che barba amore mio”, ha qualche ricordo particolare? «Ci sono stata eccome, ma io sono una persona che ricorda a stento perfino il suo compleanno. Penso poco al passato, semmai è lui che, involontariamente, ritorna.»

OLYMPUS DIGITAL CAMERA